La corsa a ostacoli della nuova Alitalia

La corsa a ostacoli della nuova Alitalia
02 Settembre 11:11 2019 Stampa questo articolo

Al 15 settembre, deadline per la presentazione delle offerte vincolanti, mancano meno di due settimane. Ma per il salvataggio di Alitalia ancora non ci sono certezze. Saltato l’incontro di settimana scorsa tra i commissari e i sindacati per fare il punto della situazione, rimandato il faccia a faccia annunciato tra Atlantia, le parti italiane della cordata e il socio Usa Delta, l’unica conferma per il momento riguarda lo sciopero generale di 24 ore del personale di volo previsto per il 6 settembre.

Per ciò che riguarda la definizione del piano industriale, invece, tutto lascia supporre che il termine di metà settembre verrà posticipato, in attesa che venga formato il nuovo esecutivo, con le relative la nomine dei ministri del Tesoro (futuro socio della newco), del Mise e delle Infrastrutture.

Secondo Corriere.it, le ultime settimane avrebbero però segnato alcuni concreti passi in avanti, con il business plan della futura compagnia modificato nella direzione richiesta dalla holding della famiglia Benetton. A mettere d’accordo Fs, Delta Air Lines e la stessa Atlantia (proprietaria, tra le altre cose, di Adr) sarebbe stata la proposta di un piano in cui figurerebbe un maggiore numero di rotte verso gli Usa, oltre a un aumento delle frequenze sui collegamenti esistenti sul Nord Atlantico: in particolare ci sarebbe stato il via libera, da parte di Delta e della joint venture Blue Skies appena siglata con Air France-KLM e Virgin Atlantic, per la nuova rotta su San Francisco ed il mantenimento di quella su Washington, a cui si aggiungerebbe l’aumento degli operativi su New York e Boston.

Inoltre, nel nuovo piano Atlantia avrebbe chiesto un aumento nella qualità nei servizi dati ai passeggeri, oltre a un controllo dei costi nell’handling e nella manutenzione. Sempre in discussione, poi, rimane la questione del management con il vettore a stelle e strisce che, a fronte del suo 10% di azioni, vorrebbe avere diritto alla nomina di un terzo dei componenti del top management della Nuova Alitalia.

Intanto, come ha riportato nei giorni scorsi l’Adnkronos, in un documento inviato al ministero del Lavoro i tre commissari di Alitalia hanno chiesto la proroga della Cigs per 6 mesi (dal 24 settembre 2019 al 23 marzo 2020), per un totale di 1.180 dipendenti.

Nel documento, riporta l’agenzia di stampa, si elenca nel dettaglio come dovrà essere suddivisa la cassa integrazione straordinaria tra il personale navigante e il personale di terra. Il totale di 1.180 dipendenti comprende: 80 comandanti, 350 personale navigante di cabina e 750 lavoratori da individuare in ”tutti gli ambiti aziendali”.

 

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Giorgio Maggi
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