La Catalogna crede negli italiani: “Cambiano le abitudini, non la voglia di viaggiare”

La Catalogna crede negli italiani: “Cambiano le abitudini, non la voglia di viaggiare”
20 Ottobre 07:00 2020 Stampa questo articolo

In occasione delle Giornata Mondiale del Turismo 2020, l’Ente del Turismo della Catalogna ha pubblicato il Mercats emissors de turisme 2020, un rapporto che, analizzando le testimonianze di professionisti da tutto il mondo, vuole tracciare le linee guide per il turismo del futuro che deve adattarsi necessariamente alle mutate abitudini dei viaggiatori nell’era del Covid.

«La crisi ha cambiato le abitudini degli italiani e le aziende turistiche devono cogliere questa opportunità per aggiornare il settore. Il loro desiderio di viaggiare è tornato a farsi sentire, con la riapertura delle frontiere a giugno hanno ancora una volta dimostrato di amare la Catalogna», afferma Marta Teixidor, direttrice dell’Ente del Turismo della Catalunya in Italia.

Nel 2019 i turisti italiani sono stati 1.213.000, un dato che lo posiziona come il quarto mercato emittente internazionale per numero di arrivi e il mercato tradizionale con la crescita più elevata.

«I periodi luglio, agosto e fino ad inizio ottobre hanno mostrato un buon tasso di arrivi – continua la direttrice – e tra i tour operator tradizionali la Spagna era una delle mete estere più richieste. Naturalmente ad oggi regna ancora l’incertezza e una previsione è difficile, ma è certo che dobbiamo riaffermare l’immagine turistica (e sanitaria) della Catalogna per cementificare la fiducia del turista italiano, favorendo per esempio destinazioni meno affollate, attività all’aria aperta e incentivando i viaggi fuori stagione».

Secondo Francesca Marino, passenger department manager di Grimaldi Lines: «è importante che chiunque offra un servizio turistico risponda alle nuove richieste del mercato, mantenendo non solo adeguate misure di sicurezza, ma anche scommettendo sulla digitalizzazione delle operazioni per limitare il più possibile i contatti tra le persone e adottando politiche di prenotazione flessibili».

Anche Ivana Jelenic, presidente nazionale di Fiavet, è dell’idea che «i turisti siano più consapevoli dei rischi che si possono affrontare durante il viaggio e che quindi vadano accompagnati da un consulente di viaggio professionale, che dovrà essere un interlocutore in grado di rispondere a richieste sempre più specifiche».

La voglia di viaggiare non è scomparsa e dopo la pandemia sarà, forse, ancora più forte. I nuovi scenari hanno dato il via a nuove sfide, perché il Covid ha interessato l’intera filiera turistica e tutti i tipi di attività. Forse in futuro il gap tra i grandi monopolisti e le piccole imprese basate su modelli locali, più focalizzati sul turismo esperienziale con carattere personalizzato, sarà più marcato. Il turismo di massa e i grandi eventi saranno penalizzati, ma saranno premiate le destinazioni con una buona offerta gastronomica, itinerari innovativi ed emozionali come quelli catalani.

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