Keesy, un’opportunità per l’home sharing in Italia

Keesy, un’opportunità per l’home sharing in Italia
23 maggio 10:13 2017 Stampa questo articolo

Mentre in tutta Italia si infervora il dibattito sull’home sharing, e in particolare su Airbnb (ne abbiamo parlato ad esempio con Francesco Rutelli, unico ex sindaco a livello europeo a essere stato chiamato come consulente), a Firenze è stata inaugurata il 22 maggio la piattaforma Keesy, il primo servizio di check in e check out completamente automatizzato.

Nata da un’idea di Patrizio Donnini, è una startup tutta italiana che nasce dall’esigenza sempre crescente di maggiore autonomia sia per chi effettua il servizio di hosting che per i guest in termini di flessibilità di tempo, a favore di una maggior trasparenza e sicurezza.

Keesy è una semplice app per ottimizzare la gestione delle prenotazioni in maniera rapida ed efficiente: l’host deposita le chiavi degli appartamenti in affitto al Keesy Point (in via Santa Caterina da Siena, a due passi dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella), aperto 24h tutti i giorni. Il guest riceve il codice unico per poter ritirare le chiavi e le istruzioni per scaricare la app sul proprio smartphone o tablet. Una volta al Keesy Point è possibile non soltanto ritirare le chiavi dell’appartamento, o lasciare il proprio bagaglio in deposito, ma anche registrare i propri documenti – che saranno automaticamente inoltrati alla questura – e pagare la tassa di soggiorno prevista.
L’host riceverà immediatamente la comunicazione dell’avvenuta registrazione, e potrà comunicare tramite chat con il guest per qualsiasi ulteriore informazione o necessità.

«In un’indagine svolta da Gfk Eurisko, più del 70% degli intervistati ha espresso la necessità di avere una flessibilità di orari maggiore in vacanza – spiega il fondatore, Patrizio Donnini – Quello che i viaggiatori vogliono è il tempo, e più del 46% ha dimostrato interesse nel poter usufruire di una app come Keesy, che libera dal vincolo di doversi trovare in un determinato luogo a una determinata ora per ritirare le chiavi ed effettuare il check in».

«Andiamo molto orgogliosi di questa app al 100% fiorentina – aggiunge l’assessore al Turismo Paola Concia – che si inserisce in un momento di discussione molto accesa per quanto riguarda l’home sharing, a garanzia di quelle regole che spesso vengono aggirate, e che invece sono fondamentali perché nel settore tutti possano operare al meglio».

L’host che decide di usufruire dei servizi di Keesy, può registrarsi a diverse condizioni: oltre all’abbonamento annuale (al costo di 99 euro/mese Iva inclusa) e semestrale (139 euro/mese Iva inclusa), esiste anche la possibilità di utilizzare Keesy anche per prenotazioni singole (Keesy check, al costo di 9,90 euro, sempre Iva inclusa, per check-in o check-out).
Per promuovere le registrazioni, è previsto un Keesy check omaggio per sperimentare il servizio.

«Crediamo di riuscire a suscitare l’interesse di molti host – continua Donnini – contando soprattutto sul fatto che solo a Firenze esistono più di diecimila appartamenti in affitto per il turismo, concentrati per la maggior parte nella zona centrale».

La vera sfida? «Superare la diffidenza dell’host nei confronti di un’innovazione che riduce il contatto diretto con i propri ospiti. In Italia la cultura dell’incontro è molto radicata, e sappiamo che la vera difficoltà da affrontare sarà la cautela con cui si guarderà alla riduzione della relazione personale con il cliente».

L’inaugurazione del primo Keesy Point a Firenze è solo l’inizio di una novità che nei prossimi mesi verrà esportata in altre grandi città italiane: prossimamente, altri centri Keesy verranno aperti anche a Roma (in zona centro e vicino alla stazione di Termini), Milano (stazione centrale e Cadorna), e Venezia.

L'Autore

Chiara Mininni
Chiara Mininni

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