Italiani in volo tra scaramanzia e spuntini: l’identikit di British Airways

Italiani in volo tra scaramanzia e spuntini: l’identikit di British Airways
05 febbraio 10:55 2018 Stampa questo articolo

Scaramantico, inaspettatamente puntuale, molto legato alle abitudini alimentari e amante dell’evasione pura: questo il profilo del viaggiatore italiano, delineato da una indagine condotta da British Airways che ogni anno trasporta milioni di italiani tra la Penisola e il Regno Unito con i suoi oltre 170 voli settimanali.

Innanzitutto, viaggiare in aereo per la maggior parte degli italiani è ancora un evento: in media effettuano meno di 5 voli in un anno e in più della metà dei casi (55%) l’itinerario non supera la durata di 2-3 ore. Secondi solo al rigore dei norvegesi, il 78% degli italiani intervistati dichiara di essere un viaggiatore preparato e di avere una certa confidenza con le annose pratiche burocratiche dei desk aeroportuali, persino quando la lingua del posto risulta ostile (11,90%).

Tra gli effetti personali immancabili nella valigia degli italiani c’è il telo da mare (52%), insieme a un kit di pronto soccorso “apotropaico” (49%), e nel bagaglio finiscono anche bustine del tè preferito e altre provviste (32%) prêt-à-porter. Mentre tra le motivazioni più forti spicca la voglia di evadere dalla routine di tutti i giorni (55%) ed esplorare nuovi orizzonti, abbracciando anche nuove culture alimentari (75%).

Sorprende, poi, la puntualità degli italiani nella fase pre-volo: il 63% dichiara di presentarsi in aeroporto addirittura molto prima dell’orario d’apertura del check-in e solo un 3% azzarda l’arrivo solo pochi minuti prima dell’orario d’imbarco. Altra curiosità riguarda le abitudini degli italiani nelle lounge e nelle aree aeroportuali: il 40% si dedica all’acquisto di cibo, spesso da consumare ad alta quota.

Per Carolina Martinoli, direttore brand e customer experience di British Airways, «quando si viaggia è difficile avere tutto sotto controllo, per questo i passeggeri tendono ad assumere comportamenti abitudinari che diano loro sicurezza, come il fatto di avere una persona di riferimento per i passaporti, arrivare molto presto in aeroporto e raggiungere diligentemente il gate appena viene chiamato il volo. Queste ed altre abitudini sono una parte importante del rito delle vacanze e non si fermano all’aeroporto. Le abitudini in volo, come scegliere cosa mangiare a bordo, fanno parte di questo bisogno, ed è per questo che l’investimento nel nostro catering sul lungo raggio si sta dimostrando così efficace».

Il 43% dei passeggeri italiani, una volta a bordo, sperimenta il servizio catering preferendo dolci, cioccolato e bibite gassate, quasi sempre analcoliche. Ultima nota di colore: l’80% dei passeggeri italiani non si separa mai dai suoi smartphone e tablet.

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