Italiani “di ritorno”, un fetta di mercato da 700mila viaggiatori

31 Luglio 14:27 2018 Stampa questo articolo

Si chiama turismo di ritorno o delle origini: è il fenomeno di viaggi nel nostro Paese effettuati dagli italiani di seconda e terza generazione residenti all’estero. Un bacino di 80 milioni di persone, troppo spesso snobbato dai grandi circuiti, ma di grande impatto dal punto di vista anche economico: secondo le stime dell’Enit, infatti questo segmento movimenta ogni anno almeno 670mila viaggiatori con una spesa che solo dalle Americhe equivale a circa 650 milioni di euro.

«Gli italiani residenti all’estero sono i primi ambasciatori del brand Italia presso potenziali nuovi turisti in ingresso – ha commentato Gianni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit – Infatti, negli italo-discendenti vive la tradizione di un luogo turisticamente attrattivo assieme alle diverse dimensioni culturali che connotano l’italian way of life. Tenendo conto che sono quantificabili in circa 80 milioni gli italiani o italo-discendenti all’estero, ci troviamo di fronte a una nicchia di mercato ad elevato potenziale di crescita».

Secondo Bastianelli, inoltre, in questo senso il turismo generato dagli italiani all’estero risponde anche alle strategie di medio periodo dell’industria turistica italiana, in quanto fonte di un flusso di visitatori diffuso sul territorio, lontano dal turismo di massa, e omogeneamente distribuito lungo il corso dell’anno. «Il turismo di ritorno si traduce spesso in una fonte di possibili investimenti nei paesi di origine, e in una modalità per ripopolare borghi con numeri ormai residuali di abitanti. È necessario proseguire il lavoro di promozione integrata assieme alle Regioni in grado di abbracciare i diversi segmenti del made in Italy come cucina, design, cinema, lingua, musica, arte e sport», conclude il direttore esecutivo.

I principali mercati di questa tipologia di turismo sono costituiti da Brasile, dove risiedono 25 milioni di persone di origine italiana, Argentina (20 milioni) e Usa (17 milioni), seguiti da Francia, Svizzera, Germania e Australia. Nel biennio 2007/2008, causa la crisi globale, si è assistito ad un ulteriore flusso migratorio dall’Italia verso Germania, Uk e Belgio e nello stesso tempo diretto verso gli Stati Uniti, Canada e Australia.

In particolare, le spese a motivo di visite alla famiglia d’origine da parte dei discendenti italiani di seconda/terza generazione, sono così suddivise per Paese: Usa 434 milioni di euro (il 9,7% sul totale di flussi economici generati dal turismo in entrata dagli Usa), Canada 86 milioni (6,9% sul totale spesa in entrata del turismo canadese), Brasile 49 milioni (6,8% totale turismo brasiliano in ingresso), Argentina 75 milioni (16,4% totale spesa).

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