Italia per wine lovers: dal decreto enoturismo a Cantine Aperte 2019

10 Aprile 13:43 2019 Stampa questo articolo

Quanto vale il segmento food&wine? E come promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo? È stato questo il fil rouge della partecipazione del Mipaaft al Vinitaly di Verona, dove si è tenuta una vera e propria conferenza sull’enoturismo con il ministro Gian Marco Centinaio, il Movimento Turismo del Vino Italia, l’Enit e l’esperto Roberta Garibaldi.

«Stiamo lavorando per promuovere nel mondo il Sistema Italia e creare sinergie importanti tra il mondo agricolo e quello turistico – ha dichiarato Centinaio, firmatario del decreto sull’enoturismo – Ci siamo rivolti a tutti gli operatori per iniziare a regolamentare il settore, traino importante per valorizzare quei territori rurali che meritano di essere conosciuti all’estero. Vogliamo che i turisti che cercano diversi tipi di esperienza accanto alle grandi mete d’arte visitino anche le colline del Veneto, l’Oltrepò Pavese, il Chianti senese e i tanti altri luoghi del vino d’Italia».

Da parte sua, il Movimento Turismo del Vino Italia ha portato in dote un’esperienza quasi trentennale nel settore e ha presentato l’edizione di Cantine Aperte 2019, in programma il weekend del 25 e 26 maggio. «Il movimento nasce 27 anni fa grazie all’idea di alcuni sognatori che avevano in mente quello che oggi stiamo finalmente mettendo in atto con il decreto sull’enoturismo – ha affermato il presidente Nicola D’Auria – La nostra associazione raccoglie circa 900 cantine dalla Valle d’Aosta alla Sicilia che rispettano alti standard di accoglienza e porta avanti la filosofia del “vedi cosa bevi”: dare la possibilità agli enoturisti di vedere che cosa c’è dietro a una bottiglia di vino».

Il direttore esecutivo dell’Enit, Gianni Bastianelli, ha invece snocciolato i numeri sui flussi enoturistici e sul loro impatto nell’economia del Paese: «A scegliere la vacanza incentrata sul food è il 22,3% dei turisti italiani e il 29,9% degli stranieri. L’interesse è talmente alto da indurre il 23,8 % dei viaggiatori a informarsi sui ristoranti prima della partenza e una volta a destinazione quasi il 30% trascorre il tempo a scegliere locali in cui gustare le eccellenze italiane».

I turisti, secondo quanto emerge dai dati raccolti dall’Enit, sono pronti a spendere per una vacanza all’insegna del gusto. La vacanza food produce la più alta spesa internazionale pro-capite: circa 150 euro al giorno, il dato più alto se rapportato ad altri tipi di vacanza.

Roberta Garibaldi, docente universitaria e autrice del Rapporto sul Turismo Gastronomico, ha infine lanciato alcuni suggerimenti per rendere l’esperienza di visita in cantina ancora più attraente: «Organizzare visite segmentate, che possano soddisfare i diversi profili dei visitatori. A seconda del posizionamento strategico della cantina, si possono prevedere nuove offerte, curate nel servizio e nello storytelling, e magari nuovi allestimenti, con uno sguardo alle nuove tecnologie. Dalla realtà aumentata ai tavoli da degustazione digitali, la tecnologia può affacciarsi per completare l’esperienza prima, durante e dopo la visita e soddisfare i Millennials che diventano un target di interesse».

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