Isnart, cresce la domanda turistica femminile

Isnart, cresce la domanda turistica femminile
15 Ottobre 11:22 2021 Stampa questo articolo

Isnart fotografa l’estate appena terminata al femminile. Emerge infatti il fenomeno delle donne che viaggiano da sole, in forte crescita negli ultimi anni. Per quanto riguarda le ricerche sul web, lo stesso Google sottolinea che sono 152 milioni i risultati restituiti digitando «Solo Female Travel», contro i 100 milioni di “Solo Male Travel”. Le donne che viaggiano da sole si fidano dei consigli dei gruppi Facebook e, più in generale dei social e dei blog, nati da donne per le donne.

Inoltre, circa l’80% di tutte le scelte di viaggio è realizzato dalle donne.

La donna turista entra quindi tra le “tribù di turisti”, con caratteristiche spiccate tra cui la preferenza per i viaggi culturali (il 46,5%), naturalistici e di «avventura», la scelta dell’acquisto di beni e prodotti locali, con una spesa media maggiore dei turisti uomini e una maggiore attenzione a viaggi responsabili.

Le indagini Isnart sulle scelte e le motivazioni che hanno mosso il turismo femminile, offrono spunti di riflessione: nell’attuale contesto pandemico, il 23% delle donne, italiane e straniere, hanno orientato la loro scelta verso l’Italia, anche grazie alla “sicurezza covid” percepita riguardo il nostro Paese; inoltre, il 56% delle donne intervistate ha dichiarato di essere state influenzate direttamente dalle misure di “sicurezza Covid” nella scelta del soggiorno. Nell’ultima stagione estiva le donne che viaggiano sole hanno preferito essere ospitate da amici o parenti piuttosto che soggiornare in strutture ricettive.

Per quanto riguarda invece l’offerta turistica al femminile, nel 2011 il peso dell’imprenditoria femminile nel turismo era del 29,7%, ha raggiunto il minimo nel 2014 (26,9%) per poi attestarsi al 27%. Il settore dove la quota è maggiore è quello delle agenzie di viaggi e noleggio (35%), e il settore dell’ospitalità (35%), mentre è minore la presenza nel settore trasporto (9%).

Le regioni con più imprenditrici turistiche sono Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, mentre Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Lombardia e Lazio registrano le percentuali più basse.

La componente femminile nel turismo (27%) è maggiore rispetto a quella nel totale delle imprese (22%). Il numero delle imprese turistiche al femminile ha registrato una diminuzione a causa della pandemia (-34% di imprese iscritte nel 2020 rispetto al 2019), protrattasi fino al primo semestre 2021 con un ulteriore -1,7% per poi tornare a segnare tassi di crescita positivi nel semestre in corso.

Il Covid ha impattato in modo particolare sulle imprese più piccole, le società di persone che sono calate del 42,6% per effetto dell’emergenza economica ma soprattutto sociale. In parallelo l’imprenditoria femminile si sta evolvendo con un incremento delle imprese di capitale che rappresentano il 23% del totale turismo (18% sul totale economia). Dal 2011 a oggi, si è passati da circa 20mila imprese turistiche femminili a oltre 41mila nel 2020.

Molte delle nuove imprese nascono per iniziative di donne e si rivolgono alle donne: compagnie di viaggio, accomodation e servizi di trasporto dedicati a una clientela solo femminile che rappresenterà nel prossimo futuro un’ottima opportunità di mercato. Anche il numero delle giovani imprenditrici turismo è destinato a crescere, l’incidenza dei giovani è maggiore nelle imprese femminili (12,5%) rispetto alle maschili (9,6%).

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