Dove inciampa il business travel

Dove inciampa il business travel
18 aprile 07:00 2019 Stampa questo articolo

Il business travel in Italia? Ancora poco evoluto, sia in termini di compliance alle travel policy che in relazione alle politiche di sostenibilità ambientale. A dirlo sono i risultati della ricerca “I nuovi orizzonti del business travel”, realizzata da David Jarach e dalla sua società di consulenza Diciottofebbraio per conto di American Express, intervistando un centinaio di aziende con un fatturato per il 38% sopra i 200 milioni di euro e per il 10% sotto i 10 milioni.

Tra i dati più preoccupanti nel panorama italiano c’è la presenza saltuaria di un travel manager negli organigrammi aziendali (solo nel 41% dei casi c’è una figura dedicata), a cui si accompagna il fatto che circa il 37% delle aziende ha una travel policy “che disciplina a grandi linee la condotta del viaggiatore”, contro un 54,8% che ne ha una aggiornata e strutturata.

Sul fronte dell’intermediazione, cresce il fai da te, anche se il 60% degli intervistati si affida ancora a una tmc, il 22% ha un ufficio interno, il 10,6% si rivolge a una olta, il 6,7% a un’adv esterna per biglietti aerei e prenotazioni alberghiere.

Tra i trend emersi dalla survey, la scarsa conoscenza del bleisure (solo il 14% sa cosa sia), così pure della sharing economy, ancora poco presente all’interno delle policy di viaggio. Il motivo? Per quanto secondo American Express Italia il 30% dei viaggiatori d’affari italiani appartenga alla generazione Y, la loro capacità di influenzare la governance del business travel è ancora limitata.

Il tema della sostenibilità, invece, risulta marginale per i viaggi d’affari, non rappresentando ancora una priorità. Le aziende infatti prediligono le attività con bassa incidenza dei costi di trasferta, mentre lamentano la mancanza di strumenti per la misurazione dell’impatto ambientale. Per formare i travel manager italiani su questo e su altri temi, American Express ha ideato un roadshow dal titolo Business travel 360°, partito lo scorso 3 aprile da Bologna, con tappe il 16 aprile a Milano, a Torino il 7 maggio, a Vicenza il 21 maggio, a Firenze il 29 maggio e infine a Roma il 12 giugno.

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Giorgio Maggi
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