In Francia il piano salva turismo vale 18 miliardi

15 Maggio 10:03 2020 Stampa questo articolo

C’è anche il progetto di una Ota, nata da una joint venture tra il governo e l’industria del turismo, nel pacchetto di misure da 18 miliardi di euro che l’Eliseo ha approvato per stimolare la ripresa del settore turistico francese.

A dirlo è stato il primo ministro transalpino Edouard Philippe, che ha accolto (almeno in parte) due tra le istanze avanzate dal settore: il ricorso al lavoro ridotto sarà possibile fino alla fine del 2020 per le imprese dei settori turistico e degli eventi, mentre l’accesso al Fondo di solidarietà per le imprese operanti nei settori di caffè, alberghi e ristoranti, del turismo, degli eventi, dello sport e della cultura sarà esteso fino a fine settembre.

Per quanto riguarda la Ota, invece, il numero uno di Caisse des Depots & Consignations, Eric Lombard è stato chiaro: «Il mercato è dominato dai big americani, abbiamo bisogno di rubare loro quote in questo segmento. Anche se la nuova piattaforma non sarà pronta che tra molti mesi».

Tra le altre misure decise dall’esecutivo, c’è poi un fondo di solidarietà privato da 1,3 miliardi, che sarà aperto al settore turistico fino alla fine del 2020. «I dispositivi dei prestiti saranno rinforzati», ha aggiunto Philippe, con un tetto massimo che raggiungerà l’equivalente dei ricavi registrati nei migliori tre mesi dell’anno precedente.

Il premier, infine, ha anche dato il via libera ai viaggi, almeno entro i confini nazionali. Risultato: i francesi potranno andare in vacanza in Francia tra luglio e agosto, salvo possibili restrizioni molto localizzate secondo l’evoluzione dell’epidemia di coronavirus.

 

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Giorgio Maggi
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