Imprese e turismo, un mestiere per giovani: l’analisi di Unioncamere

Imprese e turismo, un mestiere per giovani: l’analisi di Unioncamere
21 Ottobre 13:54 2020 Stampa questo articolo

Sono più di mezzo milione le imprese di giovani con meno di 35 anni oggi presenti in Italia. Un numero importante, pari all’8,7% di tutto il sistema produttivo nazionale, anche se in calo di 80mila unità rispetto a 5 anni fa. Sono alcune delle principali informazioni emerse a margine dell’assemblea di Unioncamere, tenutasi a Roma. I dati sono confortanti, nonostante la tempesta economica in atto, soprattutto riguardo le imprese guidate dai giovani nel settore del travel e del commercio.

La fotografia scattata da Unioncamere a fine settembre mostra che, nel mettersi in proprio, 6 giovani su 10 hanno puntato su settori tradizionali, come il commercio e il turismo, con quasi 58mila imprese che rappresentano  circa l’11% della filiera. Un altro 10% del mondo giovanile che fa impresa è anche attivo nei settori più innovativi e ad elevato utilizzo di tecnologie, a partire dai servizi di informazione e comunicazione, dalle attività professionali alle agenzie di viaggi e servizi alle imprese. Riguardo, infine, i trend degli ultimi anni nel settore turistico, gli under 35 alla guida di imprese puntano molto sulle attività di alloggio, con circa 1.800 imprese in più rispetto al 2015.

Secondo le Camere di commercio italiane questi dati dimostrano quanto sia fondamentale mettere in campo azioni forti e decise sostenute dalle risorse dei fondi di Next Generation Eu, capaci di invertire la rotta e restituire fiducia alle nuove generazioni.

«Nessun paese che non ha puntato sui giovani ha avuto un futuro –  ha detto il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – Da come saremo in grado di spendere le risorse del Next Generation Eu dipenderà l’avvenire delle prossime generazioni e del nostro Paese. Negli ultimi 10 anni circa 250mila giovani, tra i 15 e i 34 anni, hanno deciso di lasciare l’Italia. Una ferita non solo demografica e sociale, ma anche economica. In dieci anni, disoccupazione e calo delle nascite hanno ridotto di due punti percentuali il contributo dei giovani al Pil italiano. Una tendenza che dobbiamo arrestare, puntando su natalità, formazione e possibilità lavorative dei giovani».

Quella dei giovani è una imprenditoria che, secondo lo studio Unioncamere, punta in alto: le società di capitale fondate da under 35, infatti, sono in crescita negli ultimi 5 anni, mentre si riducono le imprese individuali. Forte il richiamo del mondo dell’ospitalità e accentuato l’ interesse per i settori più innovativi.

Dal punto di vista delle startup innovative, infatti, una impresa su 5 (il 18%, per poco meno di 2.100 unità su un totale di oltre 11mila unità) è a prevalenza giovanile.

C’è poi l’ultimo inevitabile richiamo alla drammatica attualità dell’emergenza Covid-19, fotografata da Sangalli con una stima a dir poco allarmante: «Sappiamo che ad oggi due terzi delle imprese turistiche prevede che a fine anno avrà grossi problemi di liquidità. Occorre allora  un immediato intervento del Governo con misure selettive a supporto di queste imprese. Per fronteggiare la terribile emergenza Covid, il sistema camerale ha fatto la sua parte con quattro elementi d’intervento sul digitale, sull’export, sul turismo e sul credito. Ma è essenziale che l’esecutivo si impegni in egual misura. E che ci sia uno sguardo al futuro che rappresenta lo scenario di riferimento per tutti e dove Europa, giovani, sostenibilità e digitale rappresentano  le vere quattro emergenze dell’Europa che deve rilanciarsi sui mercati. Oggi dobbiamo cogliere lo spirito diverso dell’Unione Europea, che con l’emergenza ha compreso qual è il suo ruolo, indicando le rotte del nostro futuro, a partire dal Recovery Fund».

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Andrea Lovelock
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