Il turismo alla prova del Covid bis. Franceschini: «Rifinanzieremo i fondi»

Il turismo alla prova del Covid bis. Franceschini: «Rifinanzieremo i fondi»
22 Ottobre 10:20 2020 Stampa questo articolo

Visto l’attuale incremento dei contagi da Covid-19 e il peso delle misure decise dal governo, i settori in crisi (tra cui il turismo) che continuano a subire i danni di questa grave situazione riceveranno, anche per il nuovo anno, un sostegno economico dallo Stato.

È quanto annunciato nell’ultimo question time alla Camera da Dario Franceschini, ministro del Mibact, che ha spiegato come nel prossimo periodo, per sostenere il settore turistico, «saranno prolungate le misure già previste nel 2020 grazie anche alle risorse non spese del Bonus Vacanze», che intanto però dovrebbe essere esteso fino a giugno prossimo secondo quanto previsto dalla Manovra di bilancio, quest’ultima in fase di approvazione e in attesa poi dei vari decreti attuativi.

Il question time di Franceschini arriva dopo che, nella mattinata di lunedì 19 ottobre, il Mibact ha incontrato virtualmente una serie di associazioni di categoria, ovvero Fto, Fiavet, Federturismo, Astoi, Confturismo, Assoviaggi, Federalberghi, Federterme, Cna e Fipe. Tra tutto, la richiesta di rifinanziamento del fondo perduto ad hoc per le agenzie di viaggi e i tour operator, che secondo indiscrezioni le sigle vorrebbero fosse integrato con ulteriori 500 milioni di euro.

Franceschini, infatti, nel suo intervento alla Camera ha detto, appunto, che le ulteriori azioni d’emergenza saranno rivolte a tutta la filiera del turismo e in particolare per quei settori che vengono fatti chiudere o che subiscono di più il peso delle misure che il governo deve prendere. Come? «Lo faremo prolungando e rifinanziando le misure precedenti», ha concluso il ministro.

Nel frattempo, va ricordato che sul turismo si è abbattuta con l’ultimo dpcm del premier Conte la mannaia dello stop a convegni e congressi, ora vietati e assimilati in qualche modo alle sagre di paese. Una decisione che ha scatenato le ire del comparto, che in una nota congiunta delle varie sigle interessate urla contro il sacrificio di un’industria che vale 36 miliardi di euro di  Pil.

Su tutto, poi, lo spettro di un nuovo decreto anti-Covid in arrivo nei prossimi giorni che potrebbe imporre restrizioni allo spostamento tra regioni, andando a compromettere l’ultimo appiglio del turismo italiano: i viaggi in Italia. E se è escluso, almeno per ora, un vero lockdown nazionale, quella che si preannuncia è una situazione gravemente simile a quella della scorsa primavera.

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Giulia Di Camillo
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