Il prezzo del maltempo nel turismo: volati via 200 milioni di euro

Il prezzo del maltempo nel turismo: volati via 200 milioni di euro
03 giugno 12:29 2019 Stampa questo articolo

Il maltempo di maggio ha lasciato il segno, costando al turismo italiano quasi 6,5 milioni di euro al giorno. È quanto emerge da un’indagine preliminare condotta da Cst per Confesercenti. Piogge e freddo hanno bloccato sul nascere la stagione turistica primaverile, facendo perdere alla ricettività italiana 1,6 milioni di presenze rispetto allo scorso anno e bruciando circa 200 milioni di euro di fatturato.

«Purtroppo si tratta di un mese difficilmente recuperabile dal punto di vista turistico. L’obiettivo è puntare sull’allungamento della stagione estiva, rendendo la coda dell’estate più appetibile attraverso l’animazione dei territori e l’organizzazione di eventi ed attività di alta qualità che sappiano coinvolgere i viaggiatori, italiani e stranieri, oltre l’esperienza della vacanza di mare» ha commentato il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina.

Il calo di presenze e fatturato è stato avvertito da tutto il settore. Il maltempo ha colpito anche le città d’arte, intaccando il “turismo da weekend” che ha registrato cali importanti soprattutto nei piccoli borghi. Ma ad essere più colpite sono state le destinazioni marittime – con le coste flagellate da mareggiate – e le altre forme di turismo all’aria aperta. In particolare, hanno sofferto gli stabilimenti balneari che in alcune aree hanno subito anche danni alle strutture  e che lamentano cali di clientela fino al 60%. Nemmeno i pubblici esercizi delle aree costiere sono stati risparmiati, con una diminuzione di fatturato del 8/9%.

Il turismo straniero ha resistito, contando sul fatto che molti viaggiatori italiani non hanno rinunciato alla vacanza, ma si sono orientati verso altri Paesi del nord Africa e del Mediterraneo, sapendo di poter contare su condizioni meteo migliori e prezzi più bassi. Ciò si è tradotto in un aumento di operatività delle agenzie di viaggio e dei tour operator, ma in una forte riduzione delle presenze nelle strutture italiane con un calo stimato, rispetto a maggio 2018, del 4,7%.

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