Il pressing del Wttc: «Aprire corridoi in attesa dei vaccini»

Il pressing del Wttc: «Aprire corridoi in attesa dei vaccini»
14 Dicembre 11:37 2020 Stampa questo articolo

Far riprendere subito i viaggi internazionali, senza l’assoluto bisogno di aspettare il vaccino per il Covid-19 e senza complicare il tutto con l’introduzione del passaporto sanitario. È l’appello lanciato in queste ore dal Wttc (World Travel & Tourism Council) assieme ad Aci-Airports Council International, Wef-World Economic Forum e Icc-International Chamber of Commerce.

Pur riconoscendo che la somministrazione del vaccino sarà una svolta per tutto il settore del travel, il Wttc si aspetta che le autorità globali diano il via libera ai viaggi internazionali al più presto senza aspettare le vaccinazioni di massa, che per l’associazione guidata da Gloria Guevara avranno un impatto importante, ma solo a lungo termine.

In ogni caso, secondo il Wttc, l’aver effettuato il vaccino non dovrà mai essere un requisito né un obbligo per consentire alle persone di spostarsi e viaggiare, soprattutto sul lungo raggio. “Il settore Travel & Tourism ha bisogno di ripartire ora per salvare sé stesso, milioni di posti di lavoro e l’economia globale. Riportare la gente al lavoro, inoltre, darà anche enormi benefici di salute a tutti colori che stanno pagando un prezzo molto alto a causa delle restrizioni”, suggerisce la nota dell’associazione.

Secondo le ultimi indagini del Wttc, infatti, sono 174 milioni i posti di lavoro a rischio per il perdurare della crisi. “I corridoi di viaggio come il Londra-Dubai, che prevedono test prima dell’imbarco e protocolli di igiene e santificazione, dimostrano che è già possibile operare viaggi internazionali in sicurezza” sostiene l’appello congiunto che poi rilancia le quattro misure per l’immediata ripartenza dei viaggi.

Le misure sono: un sistema riconosciuto e globale di tamponi rapidi prima dell’imbarco; protocolli di igiene e di salute comuni in tutto il mondo basati sugli standard proposti dall’Icao; l’attivazione di un modello di risk management; e un modello di Travel Pass (come quello lanciato di recente da Iata, ndr) che assicuri il riconoscimento comune del risultato di test e tamponi, senza dover introdurre restrizioni e quarantene. Quest’ultima misura, secondo il Wttc e le altre sigle, è la soluzione più funzionale rispetto al passaporto sanitario (strumento che le sigle coinvolte nell’appello ritengono controproducente perché rallenterebbe ancor di più la ripresa dei viaggi internazionali).

Gloria Guevara, presidente & ceo del World Travel & Tourism Concuil, ha rafforzato questa netta presa di posizione: «Le vaccinazioni contro il Covid, per quanto fondamentali  per il futuro dell’umanità e per la salute di miliardi di persone nel mondo, non possono essere un requisito per viaggiare, ma dovrebbero coesistere con il sistema dei test rapidi  ed essere considerati, quindi, come un rafforzamento continuo  di un sistema di viaggi già sicuro di per sé. I governi devono dimostrare ora la loro leadership aprendo corridoi di viaggio bilaterali su rotte-chiave con Stati che applicano le stesse misure di contenimento e gestione del rischio e gli stessi protocolli».

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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