Il piano Delta per Az: 2.800 esuberi e taglio dei voli

Il piano Delta per Az: 2.800 esuberi e taglio dei voli
15 novembre 12:34 2019 Stampa questo articolo

Taglio dei voli e 2.800 esuberi. Il piano industriale 2020-2023 messo a punto da Delta AirLines con Ferrovie dello Stato per la futura Alitalia prevede per prima cosa una significativa riduzione delle dimensioni della flotta, secondo quanto riporta La Repubblica,

Non essendo più sostenibile la quota attuale di 118 aerei (26 sul lungo raggio e 92 sul medio), il business plan abbassa l’asticella a 102 velivoli dal prossimo anno (23 lungo e 79 medio), con una risalita a 109 nel 2023 (25 e 84). Sul fronte dei ricavi, dovrebbero passare da 3 miliardi e 106 milioni del 2020 ai 3 miliardi e 654 milioni alla fine del piano. Una previsione legata alla diminuzione del personale (di circa 2.800 unità) e dall’ottimizzazione di riposi e ferie estive del personale viaggiante, oltre che dalla previsione di un calo del costo del carburante.

Per quanto riguarda il network, la nuova Alitalia introdurrà nuovi collegamenti verso l’Est Europa: Zagabria, Spalato, Dubrovnik, Bucarest. Inoltre, sedici delle venti città europee più importanti verranno connesse a Linate. In Italia, invece, saranno potenziati i voli da e per Sicilia, Sardegna e Calabria mentre Pisa, Firenze e Napoli dal 2022 perderanno i collegamenti aerei verso l’hub principale di Roma, sostituiti dalle Frecce di Fs.

Sul lungo raggio, vero banco di prova per la newco vista la indisponibilità di Delta di cedere ad Alitalia voli supplementari sugli Stati Uniti (per non irritare l’alleato Air France-Klm), l’obiettivo sarà quello di rafforzare «i mercati strategici». A cominciare da Sud Corea, Cina, Brasile e Messico mentre verranno ridotti o cancellati i collegamenti «non profittevoli», come Delhi, Havana, Malè (da Malpensa), Santiago del Cile e Johannesburg.

Inoltre sono previsti nuovi voli per Shangai, San Francisco (solo d’estate) e verso Washington per l’intero anno, con un ulteriore miglioramento nell’utilizzo delle macchine. Il tutto, in attesa che Lufthansa, nel prossimo cda convocato per lunedì, decida o meno di scoprire le sue carte presentando un piano industriale alternativo a quello del vettore di Atlanta.

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Giorgio Maggi
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