Il mare Italia sedotto e abbandonato?

12 ottobre 14:24 2016 Stampa questo articolo

Se oggi i tour operator italiani rischiano di restare senza mare Italia, perché schiacciati dalla corsa agli allotment di Thomas Cook e Tui; il mare Italia, domani, potrebbe restare senza t.o. italiani. Quando arriverà il giorno, imprevedibile, del gran ritorno di Egitto, Tunisia e Turchia, i nostri operatori – in particolare gli esterofili che hanno riadattato le programmazioni indirizzando gli investimenti sulle nostre coste – potrebbero fare un rapido dietrofront e abbandonare l’Italia.

Il condizionale è d’obbligo, ma l’ipotesi tutt’altro che futuristica. A immaginarselo sono le agenzie stesse, quelle senior, che negli anni hanno visto i t.o. sbizzarrirsi in Nord Africa. Che il Mar Rosso, in particolare, fosse insostituibile lo hanno detto in parecchi. Persino i vertici di Veratour, con un prodotto oramai così flessibile da poterne fare anche a meno.

In questo scenario, se l’Italia vuole competere, non può cullarsi sugli allori di una “stagione facile” come quella appena trascorsa. L’estate va allungata. I trasporti potenziati. Le infrastrutture tirate a lucido. I prezzi rivisti al ribasso, senza sacrificare la qualità. Coscienti che in hotel la differenza tra mangiar bene e mangiar male è di 40 centesimi. A dirlo è Marco Baldisseri di Club Esse. Uno di quelli che, già quest’anno, ha allungato la stagione di due settimane. Accorciando la forbice con l’insostituibile Sharm.

  Categorie

L'Autore

Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

Guarda altri articoli