Identikit dei turisti italiani: chi sono, cosa vogliono, dove vanno

Identikit dei turisti italiani: chi sono, cosa vogliono, dove vanno
31 Luglio 07:00 2019 Stampa questo articolo

La relazione tra italiani e viaggio. È questo il tema esplorato dal Monitor Allianz Global Assistance che, in collaborazione con AstraRicerche, ha intervistato un campione di oltre 1.500 italiani tra i 18 e i 65 anni.

Gli italiani che viaggiano si dividono in 6 profili, dal romantico viaggiatore solitario allo stanziale programmatore. I risultati della ricerca commissionata da Allianz Partners mostrano che gli italiani da una parte preferiscono viaggi sereni e ben definiti, ma dall’altra sognano viaggi senza meta prestabilita. Del primo gruppo fanno parte i viaggiatori da catalogo (19,6%), quelli stanziali a breve raggio (16%), e i pianificatori di gruppo (13,9%). Dall’altra parte troviamo invece quelli che amano maggiormente il rischio e si spingono più in là: sono i viaggiatori solitari (15,1%), gli improvvisatori moderati (23,4% – il cluster più numeroso) e gli avventurosi (12 %, il gruppo più estremo).

Che sia per andare lontano o più vicino, il “fai da te” sembra la scelta preferita: il 56,8% predilige organizzarsi senza intermediazione. C’è chi non può fare a meno di prenotare tutto in anticipo (62,5%), senza affidarsi a soluzioni last minute (il 17,3% del campione), chi programma il viaggio tappa per tappa (56,9%) o chi preferisce definire tutto in anticipo (58,2%) senza lasciare troppo spazio all’avventura (16,4%). Inoltre, gli intervistati dichiarano di favorire la visita verso luoghi lontani (35,9%), piuttosto che rimanere vicino casa (22,3%). Una volta arrivati a destinazione poi, meglio viaggi sempre in movimento (46,4%) che i viaggi stanziali (20,8%).

DESIDERI E PAURE. Tra le mete più ambite dagli italiani resta primo il Vecchio Continente con una lieve prevalenza dell’estero (il 65,3% preferisce l’Europa mentre il 61,6% viaggia in Italia). Un’altra area sembra poter competere per i sogni degli italiani: è il Nord America (Stati Uniti, Canada) indicato dal 41,8% del campione; seguono Medio Oriente e Asia (23%). In gara anche l’Oceania (22%) che supera il Sud America (17,8%) e l’America centrale (15,6%). In fondo alla classifica troviamo il continente africano (11,9%) e le aree polari (con un 4,3%).

Non mancano destinazioni turistiche che ci attirano ma alle quali rinunciamo per timore che problemi organizzativi, instabilità politica o il cambiamento climatico ci rovinino il viaggio. Tra queste spicca il continente africano (indicato in modo generico dal 21,7%) con la specifica dell’Egitto (18,2%), a cui segue il l’area mediorientale (11%).

LE 7 SVENTURE DEL VIAGGIATORE. Dall’indagine emerge che quasi 6 italiani su 10 sono incorsi in almeno una delle 7 “sventure del viaggiatore”: la rinuncia al viaggio all’ultimo minuto per malattia o infortunio e la rinuncia per altri motivi (per il lavoro, per la necessità di restare in città). Ma anche per cause completamente diverse: mezzi di trasporto che impediscono l’avvio del viaggio (16,4%) o che non ci sono durante i trasferimenti stessi (15,1%); problemi di prenotazione (mancante, non registrata, fatta a una struttura inesistente: 8,9%) o di contatto con l’agenzia di viaggi (10%); desiderio di fare una polizza assicurativa per il viaggio ma averci pensato tardi (10,6%).

LE PREOCCUPAZIONI DURANTE LA VACANZA. Quello che potrebbe accadere e chi resta a casa durante i viaggi sono i pensieri più ricorrenti; il 67% degli intervistati, quando viaggia, dichiara di pensare spesso: “Speriamo che i miei familiari rimasti in città stiano bene”, mentre il 57,6% teme l’arrivo dei ladri. Il 44,6% si interroga sull’aver staccato gli apparecchi elettrici, mentre il 37,7% cerca di ricordare se ha chiuso il rubinetto del gas. Bisognerebbe pensarci prima e meglio: il 43,8% pensa: “La prossima volta prima di partire controllo tutta la casa in modo più approfondito e preciso”, il 38,9% “Se succede qualcosa in casa mentre non ci sono, non so proprio come fare, a chi rivolgermi” e il 30,2% ha il rimpianto di non aver contratto una polizza assicurativa per essere più sereno.

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