Ibar, vettori e adv guadagnano con il lungo raggio

Ibar, vettori e adv guadagnano con il lungo raggio
10 Novembre 11:29 2017 Stampa questo articolo

Cresce ancora il traffico internazionale aereo dall’Italia, e stavolta il merito non è solo e sempre della direttrice asiatica, mentre il lungo raggio diventa sempre più importante per i fatturati delle linee aeree. Il rapporto dell’Ibar (Italian Board Airline Representatives) sul traffico aereo nei primi nove mesi del 2017 registra un +4.2% di volumi di traffico globali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per gli acquisti in agenzie di viaggi e Olta di biglietteria aerea. Africa e Caraibi consolidano le loro performance, nonostante appunto la regina Asia metta a segno un incremento del 6,7% (a fine giugno era 5,3% ), crollano invece le vendite per i collegamenti verso l’Europa.

Così si giustifica, inoltre, il valore del lungo raggio e dei voli intercontinentali che sebbene valgano il 30% dei biglietti venduti in Italia, rappresentano una quota di fatturato che supera il 60% del totale.

Nel dettaglio, nella regione Asia è il Sub-continente Indiano (+17,2%) che fa da traino alla crescita con India, Sri Lanka , Bangladesh, Pakistan e Maldive che occupano le prime cinque posizioni della classifica relativa agli incrementi di traffico registrati nel Continente.
Per quanto riguarda i volumi, la Cina (245.000 biglietti acquistati in Italia nel periodo) si conferma di gran lunga il primo mercato.

Non si smentiscono nemmeno le Americhe, con un rassicurante + 2 ,1% di crescita grazie soprattutto al contributo dei Caraibi (+12,2%) – la sola Cuba viaggia a un +44,5% – e al +9% del Canada. Per dimensioni, gli Stati Uniti (497.000 biglietti acquistati, il doppio della Cina) si confermano la destinazione preferita dagli italiani che comprano nelle adv.

Ma la vera sorpresa è l’Africa (volumi a + 5,7%) che consolida la tendenza positiva già in atto nei primi mesi dell’anno. In questa area, i contributi più rilevanti per quanto riguarda il numero degli acquisti arrivano da Tanzania (+42,4%), Egitto (+ 22,9%) e Madagascar (+ 18,4%).

L’Egitto, anche per effetto della diminuzione della attività charteristica con il conseguente spostamento del traffico verso i voli di linea, conquista il primato tra le destinazioni più rilevanti con quasi 100.000 biglietti emessi.

Clamoroso, infine, il crollo dell’Europa (-6,4%) con anche l’Italia a segno meno (-0,8 %). Questo dato conferma la tendenza di un costante incremento della quota di mercato presidiata dalle compagnie low cost insieme ad un cambiamento delle abitudini di acquisto per gli itinerari di breve-medio raggio per i quali anche la clientela italiana sembra avvalersi con sempre maggiore confidenza della distribuzione online.

Il rapporto dell’Ibar si basa sull’analisi di un database di circa 14,3 milioni di biglietti aerei (di cui circa 4,5 milioni per viaggi intercontinentali) emessi annualmente in Italia, per un valore complessivo leggermente superiore ai 3,5 miliardi di euro. Non sono inclusi in questa analisi gli acquisti effettuati direttamente sui siti web delle singole compagnie aeree, mentre sono incluse le transazioni effettuate sui siti delle Olta.

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