Iata, la promessa di Doha: “Ritorno all’utile nel 2023”

by Redazione | 20 Giugno 2022 11:24

Un futuro roseo per il trasporto aereo globale nonostante l’incertezza, la guerra in Ucraina, una pandemia non ancora del tutto archiviata, la crisi economica e la carenza di personale negli aeroporti. È questo il quadro dipinto da Iata – l’associazione internazionale delle compagnie aeree – durante il suo 78° Annual general meeting  in svolgimento fino al 21 giugno a Doha in Qatar.

Iata ha rilasciato un aggiornamento delle sue consuete prospettive finanziarie ed economiche del settore sottolineando come il recupero post Covid stia viaggiando a un ritmo sempre più elevato e entro fine anno si raggiungerà l’83% dei livelli pre Covid come numero di passeggeri trasportati.

Le perdite globali del settore, inoltre, dovrebbero infatti ridursi a circa -9,7 miliardi di dollari (a ottobre 2021 la stima era di  -11,6 miliardi) per un margine di perdita netto del -1,2%. Il miglioramento è evidente se raffrontato al 2020 (137,7 miliardi di perdite) e allo scorso anno (42,1 miliardi).

Inoltre, l’aumento dei costi delle materie prime e del carburante (+40% nel corso di quest’anno) non stano per ora affondando i conti dei vettori che hanno intrapreso misur di contenimento dei costi e miglioramento dei rendimenti – anche grazie alla scia lunga della pandemia– supportato anche dal rinnovo delle flotte (oltre 1.200 aeromobili in consegna queat’anno che impatteranno anche sull’abbattimento delle emissioni Co2).

«Le compagnie aeree sono resilienti e le persone volano in numero sempre crescente. Le perdite scenderanno a 9,7 miliardi quest’anno e il ritorno all’utile è all’orizzonte per il 2023. Per noi è il momento dell’ottimismo, anche se ci sono ancora sfide sui costi e l’inflazione, in particolare riguardo al jet fuel, e alcune restrizioni persistono in alcuni mercati chiave come la Cina per esempio», ha affermato Willie Walsh, direttore generale di Iata.

Secondo le previsioni di Iata, quindi, i ricavi del settore dovrebbero raggiungere i 782 miliardi di dollari quest’anno (+54,5% nel 2021), pari al 93,3% dei livelli del 2019. I voli operati nel 2022 dovrebbero essere in totale 33,8 milioni,(circa l’87% rispetto al 2019).

I ricavi rispetto al traffico passeggeri dovrebbero rappresentare 498 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 239 miliardi del 2021. Il numero globale dei passeggeri quest’anno raggiungerà quota 3,8 miliardi, con l’Rpk (ricavo per passeggero per chilometro) che crescono del 97,6% rispetto al 2021, raggiungendo l’82,4%.

I FATTORI DI RISCHIO
Come prevedibile, infine, il capitolo spese è fortemente influenzato dal costo del carburante: se le spese complessive saliranno fino a 796 miliardi, il fuel peserà per 192 miliardi – prima voce di costo nel 2022 raggiungendo il 24% del totale – spingendo le compagnie aeree a ridurre il consumo del carburante con l’ingresso di nuovi aerei in flotta e una gestione più oculata dei rifornimenti.

La seconda voce di costo, però, è il personale di servizio: quest’anno il settore impiegherà 2,7 milioni di lavoratori, in crescita del 4,3% rispetto al 2021. L’occupazione è ancora al di sotto dei 2,93 milioni di posti di lavoro del 2019 e le previsioni di Iata evidenziano come questo valore resterà ancora stabile per un po’ di tempo nonostante la ormai evidente carenza di personale (e i lunghi tempi di addestramento dei nuovi ingressi) stiano continuando a creare enormi disagi all’intero settore.

I fattori macroeconomici che soffiano contro la ripresa, infine, sono già sotto gli occhi di tutti: il Pil che cresce a rilento rispetto alle stime, condizionato dall’emergente l’inflazione globale che ci accompagnerà almeno per tutto il 2022; i risvolti negativi frutto della Guerra in Ucraina; una recrudescenza del Covid e quindi di eventuali nuove restrizioni adottate dai Paesi; e la “chiusura” della Cina (il cui solo mercato interno vale il 10% del traffico aereo globale)

LE PREVISIONI REGIONE PER REGIONE
Le previsioni per macroaeree, infine, evidenziano come nel 2022 il Nord America continuerà ad essere la regione leader e l’unica che tornerà alla redditività quest’anno (utile netto pari a 8,8 miliardi nel 2022); mentre in Europa, la guerra Russia-Ucraina continuerà a mettere in difficoltà i viaggi da e verso l’Asia-Pacifico, ma la ripresa continuerà e la perdita netta si aggirerà introno a “solo” 3,9 miliardi.

L’aerea Asia-Pacifico, che solo in queste settimane sta iniziando ad allentare le restrizioni (Cina esclusa) vedrò le perdite raggiungere gli 8,9 miliardi di dollari; mentre l’America Latina che è stata la prima a recuperare in maniera robusta già nel 2021 dovrà afforntare la sfida della sostenibilità finanziaria di alcuni suoi vettori  e le perdite si fermeranno a 3,2 miliardi quest’anno. Medio Oriente e Africa, infine, registreranno rispettivamente perdite pari a 1,9 miliardi e 0,7 miliardi.

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