I piani di B&B Hotels: «Più vicini alle agenzie»

I piani di B&B Hotels: «Più vicini alle agenzie»
18 Giugno 13:05 2018 Stampa questo articolo

Un ritmo serrato, che prevede l’apertura di un albergo a settimana. Jean Claude Ghiotti, presidente di B&B Hotels Italia, non nasconde le ambizioni del Gruppo, e ribadisce come «entro il 2020 la catena si pone l’obiettivo di arrivare a circa 620 strutture nel portfolio, mettendo a disposizione dei propri clienti oltre 55mila camere. Anche grazie alle agenzie di viaggi». Un passo importante, quindi, sostenuto dalla forza del digitale: «Lavoriamo costantemente per migliorare sempre più la comunicazione con i nostri ospiti – dichiara Ghiotti – Un esempio su tutti? Ogni nostro hotel, probabilmente già tra sei mesi, sarà dotato di una smart tv, dove si potrà essere aggiornati sugli eventi, le promozioni dei ristoranti o anche dei musei della città in cui si soggiorna. Con il proprio smartphone o pc, inoltre, sarà possibile proiettare sulla televisione. L’offerta, una volta completata, sarà ampia».

Quali sono i prossimi passi, in termini di espansione, che farete a livello globale?
«Il nostro piano di crescita va avanti senza problemi. L’anno scorso sono state aperte 37 strutture in più. Attualmente, invece, apriamo in media un albergo a settimana in tutti i Paesi, compresa l’Italia, dove ad oggi abbiamo 32 hotel. Tra gli obiettivi principali, poi, c’è quello di volere entrare in mercati dove oggi non siamo presenti, come Portogallo, Svizzera, Belgio, Austria e Slovenia».

Che rapporti avete con le agenzie di viaggi?
«La nostra scelta iniziale è stata più indirizzata sul canale corporate, lavorando molto sulle prenotazioni dirette. Siamo sui gds da circa 8 mesi, di conseguenza le relazioni con gli agenti sono ancora ai primi passi. Sicuramente quello agenziale è un canale per noi importantissimo come gli altri, quindi con il tempo ci auguriamo di svilupparlo».

Facciamo qualche numero a livello di prenotazioni dirette…
«In Italia la percentuale stimata è del 65%, con il 45% di stranieri e il 55% di italiani; mentre in Spagna è del 50%. Numeri elevati, invece, in Francia e Germania – qui lavoriamo da più anni e il mercato e perlopiù nazionale – dove rispettivamente si registra il 75% e l’85%. In questi due Paesi prevale il segmento business».

Le grandi catene alberghiere, come ad esempio Marriott, stanno aprendo anche agli appartamenti. Ci state pensando?
«Per adesso rimaniamo fedeli al nostro modello basato sugli hotel, e non abbiamo di certo le ambizioni di Marriott. Per il momento, però, vogliamo pensare a triplicare il nostro volume di affari. Ciò non toglie che siamo molto aperti e non nascondo che qualche prova la facciamo: A Sesto San Giovanni e a Cremona abbiamo strutture con all’interno appartamenti, perché quando l’immobile a nostra disposizione ce lo permette la soluzione la proviamo. Intanto, il mercato lo monitoriamo e magari ci adatteremo».

E della campagna “Liberi di Viaggiare”, cosa mi dice?
«Per noi il cliente deve essere libero, infatti il check out è già free grazie al codice fornito dalla struttura che funge da chiave: stiamo cercando di rendere sempre più automatico il check in, sia online che self, per permettere al receptionist di concentrarsi su quello che può aiuatre il cliente a livello informativo rispetto alla località di riferimento. In sintesi, vogliamo stabilire relazioni solide con l’ospite, con il personale che partecipa agli eventi in hotel e maggiormente attivo sui social media».

 

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Giulia Di Camillo
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