I conti della crisi globale: il travel perde 1.300 miliardi

I conti della crisi globale: il travel perde 1.300 miliardi
29 Gennaio 10:09 2021 Stampa questo articolo

L’aggiornamento delle stime Unwto circa le devastanti perdite nel mondo dei viaggi durante il 2020, ormai denominato dagli esperti  il “Covid Year”, mostra un risultato peggiore delle previsioni. Il barometro dell’agenzia per il turismo dell’Onu ha certificato che il crollo dei viaggi internazionali ha generato una perdita stimata di 1,3 trilioni di dollari in entrate (1.300 miliardi) da esportazione – più di 11 volte la perdita registrata durante la crisi economica globale del 2009 – e circa un miliardo di arrivi in meno anno su anno. Ma l’altro drammatico dato stimato è che la crisi ha messo a rischio tra i 100 e i 120 milioni  di lavoro diretti nel turismo, molti dei quali nelle piccole e medie imprese.

L’Unwto ha aggiornato la situazione sottolineando che a  causa della natura in evoluzione della pandemia, molti Paesi stanno ora reintroducendo restrizioni di viaggio più severe. Questi includono test obbligatori, quarantene e in alcuni casi una chiusura completa delle frontiere. Allo stesso tempo, si prevede che la partenza delle vaccinazioni di massa aiuti a ripristinare la fiducia dei consumatori, e contribuisca così ad allentare le restrizioni e normalizzi lentamente i viaggi durante l’anno a venire.

Nel commentare questi ultimi dati e la situazione aggiornata a fine gennaio il segretario generale dell’Unwto, Zurab Pololikashvili, osserva: «Sebbene sia stato fatto molto per rendere possibile un viaggio internazionale sicuro, siamo consapevoli che la crisi è tutt’altro che finita. L’armonizzazione, il coordinamento e la digitalizzazione delle misure di riduzione dei rischi legati ai viaggi Covid-19, inclusi test, tracciabilità e certificati di vaccinazione, sono basi essenziali per promuovere viaggi sicuri e prepararsi alla ripresa del turismo una volta che le condizioni lo consentiranno. Le prospettive di ripresa, dunque,  rimangono caute».

Nello specifico l’ultima indagine del panel di esperti Unwto, effettuata pochi giorni fa, mostra prospettive contrastanti per il 2021. Quasi la metà degli intervistati (45%) prevede migliori prospettive per il 2021 rispetto allo scorso anno, mentre il 25% si aspetta una performance simile e il 30% prevede un peggioramento dei risultati nel 2021. Tuttavia, le prospettive complessive di un rimbalzo nel 2021 sembrano essere peggiorate. Il 50% degli intervistati ora si aspetta che un rimbalzo si verifichi solo nel 2022 rispetto al 21% nell’ottobre 2020. La restante metà degli intervistati vede ancora un potenziale rimbalzo nel 2021, anche se al di sotto delle aspettative mostrate nel sondaggio di ottobre 2020 (79% di recupero previsto nel 2021).

Man mano che il turismo riprenderà, il gruppo di esperti dell’Unwto prevede una crescente domanda di attività turistiche all’aria aperta e basate sulla natura, con il turismo interno e le esperienze di “viaggi lenti” che stanno guadagnando un interesse crescente.

Nell’analisi aggiornata per macro regioni del Barometro Unwto la regione Asia-Pacifico conferma, purtroppo, la peggiore decrescita di arrivi turistici (-84%) pari a circa 300 milioni di viaggiatori in meno. Il Medio Oriente e l’Africa hanno entrambi registrato un calo del 75%, mentre l’Europa ha registrato un -70%, ma con un passivo di circa 500 milioni di viaggiatori in meno rispetto al 2019. E le Americhe hanno segnato un -78% di arrivi.

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