Hotelbeds, stop a chi vende tariffe B2B sulle Ota

Hotelbeds, stop a chi vende tariffe B2B sulle Ota
05 novembre 07:00 2019 Stampa questo articolo

Stop a chi compra stanze di hotel con tariffe dedicate al B2B per rivenderle al cliente finale sulle Ota. Contrasto, quindi, a una pratica che spesso è sfuggita al controllo dei player del turismo, come alcune operazioni portate avanti dal portale svizzero fallito due mesi fa, Amoma.

È l’intento di Hotelbeds che annuncia un giro di vite e maggiori controlli per garantire “l’integrità delle tariffe” vendute dalla bedbank internazionale. L’azienda di Palma di Maiorca, infatti, ha annunciato il varo di nuove regole per la distribuzione del prodotto dei suoi oltre 180mila hotel partner e la creazione di una squadra ad hoc che si occuperà di vigilare e assicurare che i prezzi destinati ai canali offline non vengano venduti attraverso le Ota.

A supporto di queste novità è stato lanciato un servizio iper-tecnologico che permette al team di Hotelbeds – attraverso il data analytics, il tracciamento dei flussi di vendita e il monitoraggio delle tariffe – di segmentare e controllare come viene distribuito il prodotto contrattato e di rilevare eventuali anomalie.

Una presa di posizione forte che ha anche un prezzo, perché Hotelbeds ha rinunciato, solo nell’ultimo anno, a più di 300 milioni di euro di vendite bloccando determinate operazioni “sospette”. L’azienda ha anche annunciato una politica dei “tre alert” che disconnette – dopo tre avvisi – coloro che infrangono questa nuova policy e che operano distribuendo le tariffe sulle Ota. La nuova strategia di Hotelbeds prevede anche un ampio programma di formazione per dipendenti e partner con il fine di implementare le nuove norme di distribuzione.

Solo negli ultimi tre mesi, inoltre, la bedbank ha dichiarato di aver chiuso gli accessi ad oltre 800 canali di vendita. Risultato: Negli ultimi 180 giorni il numero di incidenza di “pratiche sospette” si è ridotto al minimo storico (solo lo 0,01% del totale delle notti vendute), segnando un crollo del 90%.

«Riconosciamo con forza l’importanza di garantire un’integrità alle tariffe nell’industria del travel e, dopo esserci consultati con i nostri hotel partner abbiamo introdotto alcune importanti regole – conferma Carlos Muñoz, direttore generale di Hotelbeds – C’è ancora tanto da fare, ma siamo soddisfatti di poter contare su di una tecnologia sofisticata che non ha nessun altro competitor e che ci è utile per controllare le tariffe distribuite sulle nostre piattaforme».

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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