Hotel, in Italia più investimenti esteri sui 4 e 5 stelle

Hotel, in Italia più investimenti esteri sui 4 e 5 stelle
22 Marzo 13:38 2018 Stampa questo articolo

Continua a crescere il mercato degli investimenti immobiliari nel comparto alberghiero in Italia. Secondo i dati dell’Ufficio Studi Gabetti gli ultimi dodici mesi hanno visto il passaggio di mano di circa 9.800 camere sul territorio nazionale, per un giro d’affari complessivo che ha superato 1,18 miliardi di euro, in crescita del 10,5% rispetto al 2016, e addirittura il doppio rispetto al 2014.

Negli ultimi anni l’offerta ricettiva alberghiera italiana è stata caratterizzata da un mutamento nella sua composizione, che ha visto la progressiva riduzione del numero di esercizi, a fronte invece dell’incremento di camere e letti. Contestualmente si è verificato un calo del numero di strutture di fascia bassa, a vantaggio di un aumento del numero di alberghi di categoria media, che costituiscono oggi la quota maggiore, e di categoria alta, per cui si rilevata la crescita più significativa.

A interessare gli investitori, infatti, sono state soprattutto le strutture alberghiere di fascia più elevata (4 e 5 stelle), le quali hanno rappresentato nel 2017 circa l’80% del totale investito (95% negli anni 2014-16), a tutto discapito degli alberghi di categoria inferiore.

Tra le città nel radar degli investitori italiani e internazionali, ci sono Roma (20,2% del totale di camere trassate), Milano (5,9%), Firenze (9,5%) e Venezia, anche se non sono mancati investimenti importanti in catene di resort turistici nelle località di villeggiatura e investimenti in tipologie alternative, quali gli ostelli di design.

Dal punto di vista geografico, poi, le transazioni hanno riguardato strutture situate in prevalenza nel Centro Italia (37% circa), seguito dal Sud (36%) e dal Nord (27%). Sempre guardando alle cifre dello studio, nel 2017 gli investitori esteri hanno rappresentato circa il 53% del totale investito, con Francia, Usa e Regno Unito, che insieme hanno rappresentato circa il 66% del capitale estero, mentre nel 2016 la quota principale è stata riconducibile al Qatar (56%), seguito dalla Turchia (25%).

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