Heathrow, perché la terza pista non piace a Willie Walsh

Heathrow, perché la terza pista non piace a Willie Walsh
28 giugno 07:00 2018 Stampa questo articolo

Una nuova pista (la terza) per l’aeroporto di Londra Heathrow dal 2026. È il piano da 19 miliardi di dollari approvato dal Parlamento del Regno Unito, subito criticato dal numero uno di Iag Willie Walsh, alla guida del Gruppo che al suo interno riunisce Iberia, Vueling, Aer Lingus e soprattutto British Airways – la compagnia britannica detiene oltre il 50% degli slot del principale scalo londinese – definendo l’operazione «troppo dispendiosa» e addirittura «oltraggiosa».

Ma il ceo di Iag non si limita al semplice giudizio, e si lancia anche in previsioni poco magnanime, conferendo al progetto «zero chance di completamento entro i termini definiti» e ipotizzando una speranza di inaugurazione della terza pista «pari al 60% entro il biennio 2028-30». Dietro il disappunto di Walsh – secondo Travel Weekly – potrebbe esserci una spinta protezionistica da parte di British, che vedrebbe ridotta la sua leadership nell’aeroporto londinese.

Attenzione però, il manager Iag, nell’intervista rilasciata a Sky News, non butta via proprio tutto e si dice volenteroso di «supportare l’espansione di Heathrow, purché il progetto sia portato avanti al giusto prezzo». Resta il fatto, infine, che la proposta in Parlamento ha ricevuto 415 voti favorevoli contro i 119 contrari, con la pista che dovrebbe consentire circa 260mila tra arrivi e partenze in più all’anno all’aeroporto.

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Giulia Di Camillo
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