Guide turistiche contro il governo: “Escluse dal dl Rilancio”

Guide turistiche contro il governo: “Escluse dal dl Rilancio”
18 Maggio 10:16 2020 Stampa questo articolo

Guide turistiche come fantasmi del comparto turismo: semplicemente non esistono, secondo il nuovo grido d’allarme delle associazioni di rappresentanza di questa figura.

«Quanto prospettato dal ministro Dario Franceschini, per dare fiato al turismo, dà l’idea che non si conosca la reale articolazione del settore – dicono il presidente di Gti (Guide Turistiche Italiane) Simone Fiderigo Franci e la vice presidente Claudia Sonego – Nel decreto Rilancio ci sono misure per le imprese, per le agenzie, per i tour operator. Per salvaguardare il brand Italia. C’è il bonus o tax credit vacanza, come lo si vuole definire, per le famiglie. Si incentiva il turismo di prossimità. E va tutto benissimo, ci mancherebbe. Ma noi operatori? Per migliaia di guide turistiche, quindi divulgatori culturali di cui il turismo beneficia, non c’è nulla, tranne il rinnovo dei 600 euro per aprile e mille euro per maggio, autocertificando, come tutti gli autonomi, di  avere subito un calo di almeno il 33% nel bimestre 2020 rispetto al 2019».

Il presidente sottolinea che «siamo stati messi nella voce stagionali, ma questo è inesatto; noi, pur tra alte e basse stagioni, lavoriamo tutto l’anno. Nulla che vada nella direzione di riprendere il nostro mestiere. Capiamo che si navighi a vista, ma non essere contemplati come categoria, neppure nel fondo emergenza delle imprese culturali, è davvero avvilente. Ed è frustrante dovere dimostrare di avere un calo del reddito. Noi non abbiamo reddito, forse è questo che sfugge. Non abbiamo entrate. L’Italia è ferma, il turismo è fermo, noi siamo fermi. Ma paghiamo affitti, mutui, utenze, cibo. Non è difficile desumere che siamo in grande difficoltà».

La nota si conclude ritenendo che mettere le guide turistiche sullo stesso piano di altri liberi professionisti che anche se in forma ridotta hanno potuto continuare a esercitare è inconcepibile, soprattutto dopo aver inoltrato le istanze al Mibact, anche su sollecitazione della commissione parlamentare deputata, con proposte, come convenzioni con i musei. Le guide turistiche hanno richiesto politiche di reinserimento lavorativo, non assistenziale. Ora la categoria attende appropriati correttivi al decreto che vadano verso il riconoscimento della dignità della professione.

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