Grandi navi, oltre il duopolio c’è di più

Grandi navi, oltre il duopolio c’è di più
24 Aprile 07:00 2018 Stampa questo articolo

Riparte con slancio il settore crocierististico in Italia e nel Mediterraneo. Se il 2017 – secondo lo Speciale Crociere di Risposte Turismo – si è chiuso con i risultati peggiori degli ultimi 7 anni, i primi mesi del nuovo anno già lasciano intravedere un andamento con il segno più.

Per il mercato italiano in particolare, le previsioni parlano di un incremento dell’8,6% dei passeggeri (imbarchi, sbarchi e transiti) nei porti tricolore (circa 11 milioni contro i 10,2 milioni del 2017) e del 5,2% delle toccate nave (4.868 contro le 4.628 del 2017) nei medesimi scali. Ebbene sì, le cose sembrano andare meglio rispetto a qualche anno fa. «Dal punto di vista dell’offerta, il duopolio Msc e Costa si è rafforzato, ma altri marchi si sono affacciati nel contempo. Bisogna prepararsi al meglio per cogliere l’opportunità rappresentata dal consistente aumento dell’offerta che, in termini di navi e posti letto, interverrà nei prossimi anni», sottolinea Francesco di Cesare, presidente della società di ricerca e consulenza.

Stando sempre alle previsioni, a fine 2018 torneranno a essere quattro i porti italiani capaci di movimentare più di 1 milione di passeggeri: Civitavecchia, (2,4 milioni, +9,3%), Venezia (1,4 milioni, stabile), Napoli (1,05 milioni, +13,2 %) e Genova (1 milione, +8,1%), ma più in generale le variazioni positive riguarderanno la maggior parte degli scali dello Stivale. «Detto ciò – aggiunge di Cesare – andrei cauto con il dire che bisogna a tutti i costi investire, anche in situazioni dove il traffico effettivo non lo giustifica. La dimostrazione è Civitavecchia, dove un nuovo terminal arriverà solo nel 2018. Nonostante la sua assenza, però, in tutti questi anni il traffico è aumentato». Insomma, investire sì, ma con giudizio. E soprattutto inserendo tutto all’interno di «un pensiero strategico di medio-lungo periodo. Una riflessione, questa, da compiere a livello locale, ma anche attraverso una politica nazionale per la crocieristica».

Ma quali saranno le macroaree che andranno meglio nel 2018? Pur a fronte di un’aumento della capacità (28 milioni di giornate-posti letto disponibili, 1 milione in più rispetto al 2017), il Mediterraneo potrebbe registrare la quota percentuale sul totale mondiale più bassa degli ultimi 10 anni, pari al 15,8%, rispetto al 16,1% del 2017 e del 17,6% del 2008. Al primo posto ci saranno i Caraibi (35,4%), seguiti dal Mediterraneo (15,8%) e dall’Europa extra Mediterraneo (11,3%).

Tra le aree mondiali spicca la quota dell’Asia (10,4% con la Cina, con quest’ultima a rappresentare il 6,0%) in particolare per la sua accelerazione considerando come dieci anni fa contasse per il solo 1,2% del totale del deployment mondiale. Su tutto una cosa è certa, secondo l’analista: «Le crociere restano un segmento attrattivo in tutto il mondo, grazie alla scoperta di nuovi itinerari, navi sempre più tecnologiche e ricche di servizi a disposizione degli ospiti, anche per i più piccoli. Per non parlare dell’attenzione sempre più grande che si ha a bordo per il benessere e la salute, dai menù agli spazi fitness e agli sport praticabili. Per finire con l’importanza data ai temi della sostenibilità».

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Giorgio Maggi
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