Google Pay in Italia: guida all’uso e alle opportunità per il travel

Google Pay in Italia: guida all’uso e alle opportunità per il travel
20 Settembre 15:07 2018 Stampa questo articolo

Adesso anche l’Italia ha Google Pay. Il colosso di Mountain View recupera il ritardo e lancia il servizio che permette di gestire carte di credito, di debito e prepagate direttamente con lo smartphone dall’account di Google per fare shopping online (su app e siti web), nei negozi fisici con tecnologia contactless (o dotati di tecnologia nfc) e sulle property di Google come YouTube e Google Play. Big G rende operativa l’app anche all’Italia, come già fa in altri 20 Paesi del mondo, e diventa concorrente nel mercato dei pagamenti digitali di Apple Pay (in Italia da maggio 2017) e Samsung Pay (arrivato ad aprile 2018).

Una novità che segna un cambiamento importante anche per il mondo del travel, immediatamente recepita, per esempio, dalla compagnia aerea Vueling così come da Booking.com, Ryanair e Flixbus. La piattaforma funziona anche da wallet, consentendo di memorizzare al suo interno le carte di imbarco aeree, carte fedeltà dei negozi, biglietti del cinema, etc.

GUIDA PRATICA ALL’UTILIZZO. Ecco come funziona il nuovo sistema Google Pay: si scarica l’app sul proprio smartphone e si registrano le carte di credito o di debito e le prepagate dei circuiti Maestro, Mastercard o Visa. Al momento le carte devono essere emesse da Banca Mediolanum, Boon, Hyde, N26, Revoult, Widiba e Nexi (che comprende 150 banche), cioè dagli istituti di credito supportati. Tra i grandi assenti oggi ci sono Unicredit e Intesa San Paolo; in arrivo nei prossimi mesi invece Poste Italiane e Iccrea Banca. Google diventa così operatore creditizio tramite partnership con le banche.
Per poter usare la app è necessario avere un dispositivo con Android (non precedente alla versione Loppipop) o uno smartwatch con Wear OS, che abbiano tecnologia nfc (near field communication), ovvero il chip interno che permette di pagare avvicinando al Pos il dispositivo.

Per l’ecommerce, possono utilizzarlo tutti, selezionandolo come metodo di pagamento alla maniera di PayPal. Che si abbia iOS o Android, basta individuare l’icona Google Pay a fianco dei metodi di pagamento tradizionali. Chi effettua transazioni digitali accedendo da Google Chrome farà ancora meno passaggi: Pay e Chrome infatti inseriscono automaticamente i dati di fatturazione, pagamento e consegna per l’utente.

Se si paga in store tramite smartphone Android o smartwatch Wear OS, basta attivare lo schermo del telefono e appoggiarlo al Pos come per tutti i pagamenti contactless, senza la necessità di aprire la app Google Pay.

I NODI SICUREZZA E PRIVACY. Per chi si interroga sulla sicurezza di tale sistema di pagamento su smartphone, tra usi non autorizzati dei dati e rischio frodi nelle transazioni online e da mobile, da Google Italia spiegano che i dati della carta non vengono memorizzati né sul dispositivo né all’interno dei sistemi del rivenditore. Al momento del pagamento viene generato un numero di carta virtuale per lasciare protetto il numero reale. In caso di furto o smarrimento, è possibile blindare il telefono con la funzione “Trova il tuo telefono” e non è necessario bloccare la carta di credito perché i suoi dati non sono presenti sullo smartphone.

In merito alla privacy, da Big G assicurano che gli acquisti con questo sistema restano privati e non soggetti a targettizzazione, quindi non comporteranno la ricezione di pubblicità sul motore di ricerca o su Gmail.

Tra le differenze con i competitor, punto di forza di Google Pay è la possibilità di usarlo su ogni dispositivo Android con il sistema operativo aggiornato a partire da novembre 2014. Samsung Pay è invece in grado di dialogare anche con i Pos che leggono la banda magnetica e non sono i chip nfc. Apple Pay ha dalla sua una rete di partner decisamente più ampia, forte anche dell’anno e mezzo di anticipo con cui è arrivata sul mercato italiano: American Express, UniCredit, Allianz Prima, Credit Agricole, Banca Mediolanum, FinecoBank, Nexi, TIMpersonal, ExpendiaSmart, Hype, N26, Boon, Cassa di Risparmio Sparkasse e Widiba.

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Claudia Ceci
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