Gli hotel sui dati Istat: “Niente trionfalismi, siamo in crisi”

by Roberta Moncada | 13 Gennaio 2022 15:08

Ha suscitato molte reazioni da parte del comparto turistico lo studio Istat[1], pubblicato ieri, che vede l’Italia prima in Europa per numero di presenze turistiche. O meglio, che nei primi nove mesi del 2021, vede il Belpaese con un trend meno negativo della media europea rispetto al 2019.

Federalberghi sottolinea in una nota come “questi dati lascino l’amaro in bocca. Nessun trionfalismo ha senso d’essere in relazione alla classifica europea secondo la quale l’Italia sarebbe il Paese meno danneggiato dalla scarsa presenza dei turisti nel periodo pandemico. In realtà il 2020 è stato l’anno peggiore della storia, considerando poi che nei primi mesi dell’anno, quelli cioè caratterizzati dal lockdown, era vietato viaggiare se non per motivi essenziali (lavoro, salute, ecc.). Ha quindi davvero poco senso festeggiare un primato fittizio, a fronte di una realtà in cui il mercato è ben lontano dai livelli del 2019”.

“Lo stesso report dell’Istat – prosegue la nota della Federalberghi – sottolinea che le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze totali, hanno subito un crollo del 71% nel 2021. Non stupisce quindi che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato. È pressoché impossibile pensare che qualunque azienda di altro settore diverso dal nostro possa sopravvivere con questi dati”.

Prende posizione anche l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi: «I dati Istat evidenziano un quadro drammatico. I dati sono frutto di una media nazionale che si costruisce su situazioni molto diverse tra loro dove, in particolare, spicca la grande difficoltà delle città d’arte che scontano l’assenza del turismo internazionale – dichiara Maria Carmela Colaiacovo, presidente dell’associazione – La situazione è ancora molto difficile e mancano i dati dell’ultimo trimestre. Dobbiamo considerare che la ripresina vissuta durante l’estate si è poi bruscamente interrotta a partire da ottobre e il blocco delle attività provocato dalla pandemia sta colpendo indistintamente l’attività di grandi, medie e piccole imprese. Per questo è necessario vengano individuati ancora ulteriori supporti per un settore che sta vivendo da molto tempo una profonda crisi».

 

 

 

 

Endnotes:
  1. studio Istat: https://www.lagenziadiviaggi.it/litalia-e-linatteso-podio-turistico-ue/

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