G20 Turismo, ecco il manifesto

G20 Turismo, ecco il manifesto
31 Ottobre 07:00 2019 Stampa questo articolo

È oltre 1 miliardo il numero di viaggiatori rappresentati dai primi 20 Paesi del turismo mondiale su un movimento totale di 1,4 miliardi di turisti registrato nel 2018. Assume, dunque, un particolare valore il summit dei G20 del turismo tenutosi nei giorni scorsi a Kutchan, nell’isola di Hokkaido in Giappone. Nel corso dell’evento infatti, sono state poste le basi per la realizzazione di un Piano condiviso per la digitalizzazione del settore all’insegna della sostenibilità.

In altre parole: ottimizzare le perfomance dei viaggi nel mondo attraverso l’innovazione con un occhio puntato sul basso impatto ambientale e, dunque, sulla sostenibilità di una crescita che registra un incremento del 5-6%, vale a dire almeno 70-80 milioni di viaggiatori in più ogni anno. Concetti che, per la sottosegretaria al Turismo del Mibact, Lorenza Bonaccorsi – presente al G20 per l’Italia – sono «assi portanti del Piano strategico del turismo che il ministero intende portare a compimento entro il prossimo anno».

Per Bonaccorsi, inoltre, «i lavori del G20 del turismo hanno offerto l’occasione per proseguire il confronto sulle grandi sfide che stanno caratterizzando il settore turistico negli ultimi anni e per continuare a lavorare agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Ci siamo impegnati a lavorare per un settore sempre più sostenibile e digitale, in cui le comunità locali, l’innovazione e il rispetto per l’ambiente giochino un ruolo centrale».

Nel dettaglio, l’incontro dei ministri del Turismo del G20 in Giappone ha avuto al centro tre focus. Il primo si è concentrato su come massimizzare il contributo anche del turismo nell’ambito degli obiettivi dello sviluppo sostenibile (fissati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 con l’approvazione dell’Agenda 2030). Il secondo, invece, verteva su come gestire il turismo a beneficio dei visitatori e delle comunità locali. Il terzo e ultimo, invece, studiava come aumentare il ruolo dell’innovazione e della trasformazione digitale nella promozione del turismo sostenibile.

La riunione giapponese a Kutchan ha seguito, quindi, l’impostazione data dal G20 generale – svoltosi a Osaka lo scorso giugno – che aveva scritto, nella dichiarazione finale, che il turismo deve continuare a essere un importante motore di crescita inclusiva e sostenibile. Motore di crescita che deve “massimizzare il contributo del settore turistico alla creazione di posti di lavoro di qualità, capacità di ripresa economica,  conservazione delle risorse naturali e raggiungimento di uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Quello che si potrebbe ribattezzare come il “Manifesto di Kutchan per il turismo 4.0” vuole essere, dunque, un punto di partenza per far sì che anche l’industria dei viaggi dia il proprio contributo alla difesa dell’ambiente, alla conservazione dei beni naturali e culturali, ma al tempo stesso alla loro fruizione attraverso sistemi innovativi per ottimizzare il rapporto tra offerta e domanda – contrastando e diluendo il fenomeno dell’overtourism – attraverso l’uso ponderato dei trasporti, della logistica e dell’ospitalità strutturata.

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Andrea Lovelock
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