È l’ora del Question Time:
dal prezzo finito alla sicurezza

È l’ora del Question Time: <br>dal prezzo finito alla sicurezza
11 ottobre 07:00 2017 Stampa questo articolo

Le domande si rincorrono nel travel. E non sempre trovano risposta. Al centro i temi caldi – da Alitalia a Ryanair, fino alla questione sicurezza – su cui la redazione de L’Agenzia di Viaggi Magazine prova a offrire una chiave di lettura. È il nuovo format Question Time, che lanciamo in occasione di Ttg Incontri 2017.

Il modello low cost è entrato in crisi?
Non ancora, ma con il cortocircuito Ryanair e il fallimento di Monarch Airlines è chiaro come il panorama stia mutando a livello globale. I prodotti low cost, nel trasporto e nel turismo,  hanno cambiato abitudini e consumi dei viaggiatori, ma anche dell’industria. Le nuove generazioni di turisti e la loro conclamata infedeltà al brand spingeranno il low cost a cambiare, cercando una forma ibrida che non faccia della battaglia sul prezzo l’unico imperativo che conta.

Il caos Ryanair favorirà i treni ad alta velocità?
No. I voli cancellati da Ryanair in Italia riguardano tratte che dal nostro Paese vanno verso l’estero, come Bucarest-Palermo, Amburgo-Venezia, Sofia-Pisa, Sofia-Venezia, Trapani-Baden Baden, Trapani-Francoforte e Trapani-Cracovia, oppure tratte che dalla Sicilia vanno verso il centro e il nord Italia come nel caso dei collegamenti da Trapani a Genova, Parma, Roma Fiumicino e Trieste. È chiaro che fino a quando l’alta velocità non arriverà davvero oltre Salerno, l’aereo rimarrà il mezzo di viaggio più veloce per i viaggiatori siciliani. Inoltre, senza Ponte sullo Stretto, anche creando la rete ferroviaria dell’alta velocità, i treni perderebbero comunque troppo tempo nelle operazioni di imbarco e sbarco dai traghetti.

Il nuovo direttore commerciale di Alitalia, Fabio Lazzerini, è ai vertici di Enit. C’è conflitto di interessi?
La sovrapposizione di cariche sembra ormai una prassi consolidata nel nostro Paese, che agli occhi di osservatori stranieri è un’anomalia vivente. Premesso che, nel settore, c’è un accertato consenso sulle doti manageriali di Lazzerini, la sua vicenda genera il sospetto che ci si trovi davanti a una miopa strategica da parte di chi ha avallato la doppia poltrona. L’Enit deve essere pronta a condividere operazioni a sostegno del nostro Paese condotte da chiunque, vettori esteri compresi. Se una compagnia cinese si preparasse a lanciare un piano sull’Italia, potrebbe avere qualche remora sapendo che al comando dell’Agenzia c’è un manager con un ruolo-chiave in Alitalia.

Il tour operating si concentra nelle mani di colossi. Che fine faranno i medio-piccoli?
La grandezza di un tour operator, o di un marchio che ne racchiude diversi, non è necessariamente sinonimo di qualità e affidabilità. L’avanzata di grandi Gruppi, che spesso controllano una fetta di distribuzione attraverso i network, non condanna i t.o. medi e piccoli all’estinzione. La differenza la fa la capacità di rispondere alle richieste delle agenzie, l’assistenza, la conoscenza del prodotto. Solo di fronte a queste caratteristiche, si spargerà la voce tra gli agenti – che sempre più spesso si scambiano informazioni in gruppi Facebook e Whatsapp – che un t.o. è valido su una destinazione o una tipologia di prodotto. Una fama che prescinde dalle dimensioni del brand e che si consolida in anni di attività.

Il prezzo finito diventerà una pratica comune tra i tour operator?
Molti t.o. proporranno un prezzo semi-finito con pochi ma stabili supplementi. In generale, il tour operating non è ancora pronto a offrire una quota che tenga conto di variabili come tasse e fuel surcharge. In un mercato frammentato, poi, il prezzo finito rischia di avviare una corsa al ribasso e scatenare meccanismi di concorrenza solo sul pricing. Proprio i modelli opposti al prezzo finito, invece, stanno ottenendo un grande successo sul consumatore finale (vedi advanced booking e prezzo dinamico). Dalla parte delle agenzie, però, il prezzo finito è un ottimo strumento per attrarre più clienti facendo leva sulla trasparenza.

Ha ancora senso l’agenzia di viaggi su strada?
Sempre meno. Eppure, almeno per quanto riguarda l’Italia, il cliente ha ancora bisogno di un punto di riferimento fisico. Tant’è che avanza il fenomeno di punti vendita all’interno di centri commerciali. Intanto c’è chi come Jacopo De Ria, presidente Fiavet, che già anni fa spostò gli uffici della sua agenzia all’interno di un palazzo, compiendo tre azioni: profilazione della clientela, costruzione di un database, approccio proattivo. Per chi, invece, decide di mantenere l’agenzia su strada, uno dei segreti è rendersi attraenti. E dunque, come sollecitato dal coach Franco Cordero, allestire la propria vetrina con creatività e originalità.

Ci sono destinazioni più sicure di altre?
No. Limitandosi a parlare di terrorismo, e non di catastrofi naturali, è ormai ingiustificato stilare una black list delle mete pericolose. Tra i più clamorosi, l’attentato di Barcellona di questa estate e quello di Nizza del luglio 2016, hanno confermato la consapevolezza che non esista una precisa geografia del terrore. Se poi si pensa alla recente strage di Las Vegas, con circa 60 morti e più di 500 feriti a un concerto, è ancora più chiaro che eventi di questo tipo – non sempre pilotati dall’Isis – siano del tutto imprevedibili. Per questo è necessario lavorare affinché si superino i pregiudizi nei confronti di Paesi a prevalenza araba, come Egitto e Tunisia.

Destinazione Europa: l’Ue fa pressing sui t.o. per condividere una strategia Oltreoceano. Può funzionare?
Da anni esistono cataloghi di t.o. statunitensi e non solo che promuovono viaggi in Europa con soste di due giorni in Francia, due in Italia e così via. Quel che potrebbe risultare vincente, nel perseguire l’obiettivo sbandierato da Bruxelles in occasione della Giornata del Turismo, è lavorare per lanciare una sorta di Visit Europe, ovvero voucher per pacchetti integrati con cui ogni viaggiatore sceglie la modalità di trasporto (treno, bus, aereo), di alloggio e di tour nel Vecchio Continente.

Olta e metasearch si fonderanno per contrastare Google e Facebook?
Probabilmente sì. Sarebbe l’unica soluzione per contrastare i modelli di colossi del web che con i loro marketplace, le recensioni e i potenti algoritmi stanno risalendo l’imbuto della vendita e del marketing del e-travel, sebbene essi continuino a dire di voler essere solo “partner” dell’industria turistica. È un processo che è già in corso e che, per riuscire, prevede un nuovo passaggio nella tecnologia digitale che può chiamarsi disintermediazione dai motori di ricerca. Chatbot, assistenti vocali, intelligenza artificiale e realtà virtuale potranno aiutare Olta e metasearch a saltare alcuni passaggi obbligati dentro le autostrade dei social o di Big G, dove tuttora pagano un prezzo molto alto.

È finita l’era delle crociere a prezzo stracciato?
L’ultimo in ordine di tempo a sottolinearlo è stato Leonardo Massa di Msc: l’incremento del prezzo medio c’è e si vede. Insomma, le crociere, almeno in alta stagione (in low season le cose vanno ancora molto diversamente), costano di più rispetto alle quote, a volte stracciate, che andavano di moda qualche anno fa. Merito di un pricing più accorto da parte delle stesse compagnie, e di un ricorso all’advance booking sempre più marcato che permette di tutelare chi ha prenotato in anticipo togliendo, ad esempio, il rischio dell’adeguamento a 45 giorni prima della partenza. Ma chi ci guadagna in tutto ciò? Da un lato le compagnie, dal momento che i consumatori, prima prenotano e prima possono rimpinguare il proprio portafoglio in vista della partenza (e spendere di più per gli extra a bordo). Dall’altro i viaggiatori che prenotando in anticipo non saranno poi costretti a temere di sedere a tavola con qualcuno che ha pagato la vacanza meno di loro.

Ndc e agenzie di viaggi. Amici o nemici?
Ricordiamolo: Ndc (New Distribution Capability) è il nuovo standard Xml che punta a migliorare la comunicazione tra le compagnie aeree e la filiera distributiva. Secondo Iata, che l’ha ideato, a beneficiarne saranno un po’ tutti i player : vettori full-service e low cost, aggregatori, agenzie, tmc e viaggiatori. Ma l’impressione è che il mercato senta questa tematica ancora molto lontana dall’operatività quotidiana, nonostante entro il 2020 Iata preveda che la maggior parte delle compagnie aderiranno al programma. Ma come cambierà allora il lavoro degli adv? In concreto potranno vendere una gamma più ampia di prodotti aerei (dalle ancillary a nuove classi di tariffe), il tutto attraverso interfacce grafiche e operative molto più semplici e intuitive. Ma gli analisti avvertono: tutti i fornitori di Ndc, inclusi gds e vettori, dovranno educare le agenzie ai nuovi processi di lavoro, che sono del tutto sconosciuti a molti, soprattutto nel leisure.

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