Fico Eataly World in chiaroscuro:
il parco del food può fare di più

Fico Eataly World in chiaroscuro: <br>il parco del food può fare di più
30 marzo 10:43 2018 Stampa questo articolo

Non convince del tutto il debutto di Fico Eataly World, il parco agrolimentare più grande del mondo fortemente voluto da Oscar Farinetti, patron di Eataly. A quattro mesi e mezzo dalla sua apertura, accompagnata da un tam tam mediatico martellante, sono altalenanti i commenti di visitatori, operatori turistici e stampa estera, mentre per i vertici del parco i risultati sono finora in linea con le aspettative.

L’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel lo ha definito “Una Disney World del cibo con molti limiti e una sindrome di gigantismo”; mentre il britannico The Guardian ha scritto: “È come entrare in un mega market americano. Il tutto lascia l’amaro in bocca”.

Al di là delle critiche dei media, i 6 milioni di visitatori previsti entro il 2020 sembrano un obiettivo molto impegnativo. E lo stesso Farinetti ha ammesso, nei giorni scorsi, che «all’inizio sono stati commessi alcuni errori nell’accoglienza e nella comunicazione».

Eppure Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico, ha sottolineanto a L’Agenzia di Viaggi Magazine: «Noi siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nei primi quattro mesi di apertura. Abbiamo toccato 1 milione di visitatori di cui, come evidenziato da una ricerca Nomisma, l’8% proviene dall’estero, il 52% da fuori città e il 56% venuto a Bologna solo per noi. In testa alla classifica dei bacini di provenienza: Inghilterra, Francia e Stati Uniti».

E il team di Fico tiene anche a precisare che, fino ad oggi, circa 40 delegazioni da 15 Paesi hanno visitato il parco, il quale è stato citato dal New York Times tra i must da visitare in Emilia Romagna, regione che si colloca al 40° posto nel ranking delle mete internazionali. Altro fiore all’occhiello è il premio Mipim di Cannes come Best Shopping Centre. E intanto sul fronte trade, sono centinaia gli operatori e le adv di tutto il mondo con cui lo staff di Fico sta lavorando.

Ci si chiede, comunque, se gli accordi con Trenitalia e con Eden Viaggi basteranno a stimolare d’ora in avanti questo flusso di visitatori esteri, con il traino dei 45 ristoranti, dei vari laboratori e dei 48 punti vendita del made in Italy enogastronomico. Intanto il t.o. guidato da Nardo Filippetti precisa: «I nostri cataloghi incoming promuovono Fico e la possibilità di prenotare giostre educative a prezzi scontati. Non abbiamo finora ricevuto domande o richieste particolari e non abbiamo creato pacchetti dedicati, ma non escludiamo di farlo in futuro, all’interno di esperienze che valorizzino percorsi enogastronomici in Italia».

Infine, sul fronte dell’accoglienza, i vertici di Fico hanno confermato che l’hotel del parco non verrà completato prima del 2020 e che per organizzare al meglio l’ospitalità dei visitatori sono stati già finalizzati, per la primavera-estate, accordi con albergatori della Riviera romagnola.

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Andrea Lovelock
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