Fiavet contro Fiavet:
richiamo all’unità da Jelinic

Fiavet contro Fiavet: <br>richiamo all’unità da Jelinic
28 giugno 07:00 2018 Stampa questo articolo

L’assenza di quattro delegazioni regionali e l’ufficialità delle dimissioni di Matteo Fortunati, ormai ex segretario generale, che sarà sostituito ad interim da Giovanni Rubeca, decano di Fiavet Umbria. Sono le due notizie principali uscite fuori dal primo Consiglio di Fiavet Nazionale sotto la gestione di Ivana Jelinic. All’appello del neo presidente hanno risposto “no” Campania e Basilicata, Emilia Romagna e Marche, Lombardia e Lazio, quest’ultima guidata da Ernesto Mazzi, il candidato sconfitto proprio dalla Jelinic nella corsa alla poltrona più alta dell’associazione.

Fatta eccezione per la federazione campano-lucana, si tratta di quelle regioni che, a fine marzo, con i rispettivi presidenti, avevano fatto fronte dichiarando di voler modificare lo Statuto e riaprire il dialogo con Fto – Federazione Turismo Organizzato, fino a giungere a una casa comune sotto il vessillo di Confcommercio. Una dichiarazione d’intenti che non sembra essersi sgretolata con la sconfitta. Il “correntone” interno a Fiavet pare, infatti, intenzionato a proseguire per la sua strada.

La mancata partecipazione al Consiglio è così motivata da Mazzi: «Non c’è equilibrio nelle rappresentanze, la maggioranza è diventata minoranza», ha affermato il presidente di Fiavet Lazio, sottolineando l’anomalia per cui «l’attuale vertice della federazione nazionale è espressione della parte minoritaria della base, considerando che le associazioni che hanno disertato il Consiglio totalizzano, insieme, il 52% dei soci».

Mazzi ha anche confermato la volontà di «collaborare con altre realtà associative», senza fughe in avanti e lasciando aperta la possibilità di ricucire lo strappo con i nuovi vertici della delegazione nazionale. Vertici che, tiene a sottolineare il numero uno di Fiavet Lazio, «vivono nell’ombra dell’ex presidente Jacopo De Ria».

Da Ivana Jelinic arriva, nel frattempo, un richiamo «all’unità e alla compattezza per il bene degli associati». E la volontà netta di «difendere a ogni costo il marchio Fiavet».

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Giulia Di Camillo
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