Ferrovie, il sud incasserà 1,25 miliardi del Pnrr: firmato il decreto

Ferrovie, il sud incasserà 1,25 miliardi del Pnrr: firmato il decreto
24 Settembre 07:21 2021 Stampa questo articolo

Presto al sud i primi e attesi soldi del recovery plan. Dal Pnrr arriveranno, infatti, 1,55 miliardi di euro per le ferrovie regionali e la maggior parte di queste risorse (circa l’81%, pari a 1,25 miliardi) sarà riservata al Mezzogiorno. Sono gli obiettivi indicati dal decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, il cui oggetto è il Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le risorse saranno mirate al rafforzamento delle linee ferroviarie regionali, al miglioramento dei livelli di sicurezza e al potenziamento del sistema.

Giovannini spiega che «la ripartizione delle risorse è stata effettuata tenendo conto della necessità di ridurre il divario infrastrutturale tre le diverse aree del Paese, che è una delle priorità del Pnrr».

Non si guarda solo all’alta velocità, «ma si considera il trasporto pubblico regionale un settore altrettanto importante per migliorare la qualità della vita delle persone, i collegamenti tra territori limitrofi e tra centro e periferia. I pendolari che si spostano quotidianamente per motivi di studio o di lavoro e che, di fatto, sono i maggiori utilizzatori dei treni regionali – afferma il ministro – devono poter contare su servizi efficienti, puntuali, veloci e che agevolino l’interconnessione con altre modalità di trasporto».

Firmato anche il decreto che prevede l’utilizzo di ulteriori 260,8 milioni di euro previsti nel Fondo del Mims per il finanziamento degli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. L’ammontare, di cui anche in questo caso l’80% è destinato al sud, è suddiviso in oltre 205 milioni per interventi di potenziamento e ammodernamento delle ferrovie regionali e 55,7 milioni per ulteriori interventi di messa in sicurezza.

Per la realizzazione degli interventi le Regioni, o gli eventuali soggetti attuatori, devono utilizzare le risorse entro il 2026, secondo un preciso cronoprogramma previsto in un allegato al decreto pubblicato sul sito del Mit, che riporta i contributi riconosciuti ai singoli interventi.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore