Federalberghi, accordo sul plastic free con Wwf Italia

Federalberghi, accordo sul plastic free con Wwf Italia
14 giugno 11:10 2019 Stampa questo articolo

Siglato lo scorso 6 giugno, tra Wwf Italia e Federalberghi, l’accordo plastic free segna l’avvio di un processo che dovrà condurre all’eliminazione della plastica monouso e di quella non necessaria, per ridurre i consumi delle strutture ricettive e anticipare la direttiva europea di marzo scorso che stabilisce alcuni importanti divieti, a partire dal 2021, e guida il cambiamento in Italia con l’obiettivo di salvaguardare la natura e i nostri mari.

A portare avanti questo percorso virtuoso è la Fondazione Recchi che ha dato vita al progetto nel 2018 raccogliendo l’adesione di alcuni alberghi romani tra cui il Grand Hotel de La Minerve, l’Hotel Hassler, l’Hotel De Russie, l’Hotel Lord Byron, il Cavalieri Waldorf Astoria e i gruppi Prim spa e Roscioli. 

«Vado sott’acqua da 40 anni e qualche anno fa, per la prima volta nella mia vita, ho sospeso un’immersione non perché avevo finito l’aria, ma perché avevo la maschera piena di lacrime e non vedevo più. Ero in Indonesia tra scogliere incantevoli trasformate in una zuppa di plastica e rifiuti. Mi aggiravo tra pesci che facevano lo slalom tra piatti, bicchieri e flaconcini e mi è venuto da piangere. Quel giorno mi sono detto che dovevo smettere di fare le foto, non aveva più senso. E non aveva nemmeno senso sdegnarsi. Era necessario passare all’azione», racconta l’esploratore e fotografo Alberto Luca Recchi

La plastica che si vede in superficie è solo una frazione di quella presente nelle acque marine. Si stima che nel 2050 nei mari del mondo rischia di esserci tanta plastica quanto pesce. Ancora più rilevante nei suoi dannosi effetti è l’usa e getta, di cui i turisti ad oggi sono grandi utilizzatori. In Italia gli alberghi sono circa 33mila, e una sola struttura di alto livello, come il Grand Hotel de La Minerve di Roma, consuma ogni anno circa 200mila flaconcini di shampoo, balsamo e creme.  

«Quando mi sono avvicinato a questo tema – spiega Recchi – ho scoperto che dire plastica è generico, è come dire pesci: ci sono i merluzzi e ci sono gli squali. Così nella famiglia della plastica ci sono celluloide, pvc, cellophane, nylon, pet, formica, polistirolo oltre al nuovo mondo delle bio plastiche. È un mondo complesso, che per tanti anni ci ha permesso di vivere meglio, conservando i cibi più a lungo e quindi con meno sprechi e con più igiene. Oggi però i nodi della sua gestione sono venuti al pettine». 

 

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