Eventi e congressi, l’Italia alla ricerca dell’appeal perduto

Eventi e congressi, l’Italia alla ricerca dell’appeal perduto
05 luglio 12:04 2018 Stampa questo articolo

Quasi 400mila eventi – 398mila per la precisione – di cui il 58% al Nord, il 26% al Centro ed il 17% al Sud, contando 29 milioni di partecipanti e 43,3 milioni di presenze. Numeri che raccontato il patrimonio operativo del turismo congressuale nel 2017 in Italia certificato dall’Oice, l’Osservatorio dei congressi e degli eventi, promosso da Federcongressi&Eventi e da Aseri-Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ma se conforta l’indice di crescita del +4% rispetto al 2016, preoccupa invece il calo degli eventi internazionali (-2%) e quello delle presenze straniere (-3,7%), poiché questa flessione significa  minori pernottamenti e soprattutto minori spese. In parole povere: meno introiti per la bilancia dei pagamenti italiana nella quale il segmento congressuale figura con un contributo di 125 milioni di euro. Tra i dati più significativi dell’Osservatorio, spiccano quelli della crescita degli eventi corporate (che detiene una quota mercato del 55%) e dell’aumento di eventi organizzati presso i musei (40%) anche se il primato delle location rimane saldo nelle mani delle strutture alberghiere (67%) e centri congressi.

A destare dunque qualche preoccupazione è il pericolo di nanismo – o se vogliamo di provincialismo – poiché il 61% degli eventi congressuali in Italia riguarda incontri con meno di 100 persone e il segmento delle grandi convention da 1000 partecipanti in su non supera il 5%. Altro dato positivo riguarda, comunque, il trend dei fatturati che secondo tutte le sedi interpellate è cresciuto rispetto al 2016.

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Andrea Lovelock
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