Estate italiana in sofferenza: l’analisi di Assoturismo

Estate italiana in sofferenza: l’analisi di Assoturismo
22 Luglio 12:15 2019 Stampa questo articolo

Dopo un avvio lento, condizionato dal meteo incerto, la stagione turistica estiva entra nel vivo. Tra la fine di questo mese e agosto saranno 21,5 milioni gli italiani che si concederanno un viaggio. Una vacanza un po’ più lunga del solito – in media 12 giorni – ma sempre con un occhio a non eccedere con le spese: il budget medio previsto si assesta sui 786 euro a persona, più o meno il livello rilevato lo scorso anno (783 euro). È quanto emerge dal sondaggio sulle vacanze degli italiani condotto da Swg per Assoturismo Confesercenti su un campione di 1.800 consumatori.

BUDGET, PERIODO E TIPO DI VACANZA. Siamo lontani dal picco della crisi, ma gli effetti sulle vacanze si sentono ancora. La quota di chi si concederà un viaggio – il 64% – è infatti la stessa del 2014, primo anno di ripresa: gli italiani non si sentono ancora in grado di avere dei comportamenti di spesa più rilassati rispetto a cinque anni fa. La previsione della spesa di quest’anno vede un aumento rispetto al 2014 di appena il 2,3%. Anche quest’anno, quasi uno su tre (il 30%) tenterà di tenere il budget sotto i 500 euro a persona.

Il maltempo ha portato a un accorciamento della stagione: solo il 7% ha fatto una vacanza a giugno, mentre si osserva un ritorno alla concentrazione delle vacanze nel mese di agosto, che sarà da bollino nero, scelto dal 55% dei vacanzieri. Una differenza significativa nel confronto con il 2014 è data dalla crescita del mare come meta principale, scelta che potrebbe essere legata alla rinnovata, almeno per quest’anno, centralità del mese di agosto: il 63% sceglierà di trascorrere le ferie sotto l’ombrellone, in una località balneare in Italia o all’estero. All’aumento di bagnanti fa da contrappeso la diminuzione di italiani in vacanza in una città d’arte o in una metropoli, scelta fatta dall’11% dei viaggiatori. Scende al 9% la quota di vacanzieri che si rilasserà in montagna. Il 4%, invece, sceglierà la pace di un piccolo borgo.

DESTINAZIONI. La distribuzione delle mete segnala un incremento dell’estero. Quest’anno a scegliere una meta fuori dall’Italia è il 36%, pari a oltre 7,7 milioni di viaggiatori. Per quanto riguarda l’Italia, Puglia e Sicilia si confermano ai primi posti, scelte dal 17 e dal 15%; seguono Sardegna, Emilia Romagna e Campania. Relativamente all’Europa, invece, sono Spagna e Francia, i Paesi che attraggono maggiormente i nostri turisti. Seguono Grecia, in leggero calo, e Portogallo.

In mezzo, il Regno Unito, cioè soprattutto Londra. Per il turismo extraeuropeo, Sudamerica e Paesi asiatici sembrano essere molto attraenti. Rispetto agli anni scorsi, si osserva un calo significativo del Nord America.

STRUTTURE PREFERITE. Alberghi e hotel si confermano la sistemazione preferita dagli italiani, raccogliendo un terzo (il 30%) delle preferenze. Il 21% sceglierà invece per il soggiorno estivo la casa di proprietà o sarà ospite presso amici/parenti. In calo le case vacanze (15%). Ma c’è anche un 12% che sceglierà il classico b&b. Analizzando le modalità di pernottamento, c’è una crescita delle case di proprietà e di amici e parenti: si conta sull’ospitalità per risparmiare.

«Dopo un avvio incerto, a luglio e agosto la domanda turistica degli italiani ha segnato una leggera ripresa – commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – A fine stagione vedremo se sarà stata sufficiente a recuperare un 2019 che, fino a giugno, è stato arido di soddisfazioni. A pesare è stato il meteo, ma anche la ripartenza nostri competitor esteri che negli anni scorsi erano stati penalizzati da problemi di sicurezza. Abbiamo bisogno di un piano per rendere più competitivo il nostro sistema turistico: per vincere nella montante competizione internazionale, c’è bisogno di più infrastrutture e del superammortamento per sostenere la riqualificazione delle strutture ricettive».

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