Entertainment, Mice e voli no stop: la scalata di Las Vegas

28 maggio 12:45 2019 Stampa questo articolo

Guarda al futuro Las Vegas, e sempre più velocemente. Un futuro già cominciato per la conclamata capitale del gambling e dei matrimoni, 78mila l’anno scorso, con la coppia gay numero 20mila sposata questo mese (10mila nel 2017) con un pacchetto che ha incluso lo show di Celine Dion.

Proprio con l’entertainment, ad esempio, Las Vegas è tornata di recente a riprendersi la scena del “the place to be”, con show in cartellone 7 giorni su 7. Sul palco del Park Theater (all’interno del MGM Hotel) o del The Colosseum at Caesars Palace, fra gli altri teatri, star del calibro di Lady Gaga, Cher, Christina Aguilera, fino alla prossima residency di Sting, nella Las Vegas Strip. E non solo musica, con lo spettacolo di 75 minuti del Cirque du Soleil o l’imperdibile Mob Museum, best place dopo i casinò, naturalmente.

C’è poi la notizia del nuovo volo diretto Amsterdam-Las Vegas, operato con Boeing 787-9 Dreamliner da Klm (nel suo 100° anniversario): dal 6 giugno, partenze il giovedì e domenica, dal 2 luglio anche martedì, con connessioni da/per Malpensa, Fiumicino, Torino, Venezia, Bologna, Firenze. Da ottobre poi, la compagnia Level lancerà il no stop Parigi-Las Vegas, collegamento bisettimanale con tariffe one way a partire da 199,41 euro. Con la ricerca di nuove rotte, e forte del MrCarran International Airport, settimo per numero di passeggeri in Usa, la destinazione punta a far diventare Las Vegas il primo stop, seguito da Los Angeles e San Francisco.

L’ottica di espansione passa dunque per il turismo, prima fonte economica per il Sud Nevada. Nel 2018 sono stati 42,1 milioni i visitatori di Las Vegas (20% stranieri, con Canada, Messico e Regno Unito al top), soprattutto millennial ma anche famiglie con bambini d’estate, per le tante piscine e l’assistenza attenta ai programmi e alle baby sitter. È pari all’88,2% il tasso d’occupazione delle oltre 150mila camere di hotel e motel, per una media di circa 129 dollari a stanza, permanenza media di 3 giorni.

E poi c’è il Mice, «il massimo nel mondo, con 6,5 milioni di partecipanti nel 2018, 16% dei visitatori» sottolinea Chris Meyer, vice president of global sales di Las Vegas Convention and Visitors Authority, in visita a Milano per una panoramica della destinazione. Prima trade show destination, per 25 anni consecutivi, Las Vegas batte, nell’ordine, Orlando, Chicago, Atlanta e New York per l’organizzazione di eventi top.

Oltre 11,5 milioni di square feet lo spazio disponibile per meeting ed esposizioni, con il progetto di reinventare il Convention Center con tecnologia d’avanguardia, per 600mila nuovi visitatori l’anno. Tra fase di espansione, pronta nel 2021, e rinnovo degli spazi attuali nel 2023, nel 2020 toccherà a un nuovo sistema di trasporto sotterraneo individuale, in partnership con l’azienda Boring. Non sarà una metropolitana, ma singoli veicoli elettrici (anche per 16 persone) che viaggiano in appositi tunnel, alla velocità di 8 secondi per un miglio e mezzo, per il transito di almeno 4.400 passeggeri l’ora.

Una bella metamorfosi quella di Las Vegas, nata nell’Ottocento come oasi dei Nativi americani, poi terra di spagnoli e mormoni, selvaggio west, oggi mecca dello scintillante turismo globale. Impegnata in nuovi sviluppi entro il 2020 del valore complessivo di 16,5 miliardi di dollari fra tutto, compresi un nuovo stadio (anche per calcio italiano), shopping (con sempre più negozi, presenti già a Milano o New York), 2 nuovi hotel, ristoranti (Cipriani, Catch, Eataly negli ultimi mesi) e sostenibilità, molto importante visto il tanto sole che c’è in South Nevada.

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Adriana De Santis
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