Enit svela il piano Palmucci:
tre anni per cambiare il turismo

Enit svela il piano Palmucci: <br>tre anni per cambiare il turismo
19 Luglio 07:00 2019 Stampa questo articolo

L’Enit mostra l’Italia turistica dei prossimi tre anni con il Piano triennale 2019-2021 di marketing e promozione del brand Italia. «Il settore del turismo a livello di bilancia di pagamenti rappresenta un valore positivo di circa 16 miliardi all’anno, con incoming di circa 42 miliardi di euro e outgoing di 25 – dichiara il presidente Enit Giorgio Palmucci – Attraverso le azioni che presenteremo si può pensare a un incremento del 10% per ogni anno dei prossimi tre, fino ad avere un saldo positivo di circa 20 miliardi al 2021».

TARGET E MERCATI. Il neo presidente dell’Agenzia nazionale del Turismo ha ribadito l’intenzione di strutturare l’offerta identificando target specifici che «per noi sono famiglie, Millennial e anche turisti di nicchia. Stiamo poi pensando ad azioni volte a mercati diversi. Per Francia e Germania, per esempio, mercati maturi che già ci conoscono, pensiamo a promuovere le località meno conosciute dell’Italia dove tra l’altro c’è più del 605 di siti Unesco. In altri Paesi, come Cina, India e Sud America, dobbiamo andarci per mostrargli come scoprire l’Italia».

DOTAZIONE E PRIORITÀ. Per il primo anno l’Enit ha in dotazione 32 milioni di euro. Gli elementi del Piano si basano su sostenibilità, accessibilità, innovazione, deconcentrazione stagionale, crescita a valore, sinergia con il Sistema Italia e coordinamento con gli enti locali per strategie promozionali omogenee, centralità del Made in Italy, valorizzazione e posizionamento competitivo dell’Italia come meta turistica nel mondo, sviluppo di una rete di servizi e trasporti pubblici e privati.

Un ruolo fondamentale è svolto dall’enogastronomia, cruciale per attrarre nuove esperienze di viaggio tra visitazione culturale, sportiva, active e slow. A ciò si aggiunge lo storytelling dei grandi eventi: dalla montagna (Cortina 2021 e Milano-Cortina 2026) alla cultura dei personaggi storici italiani, fino agli appuntamenti internazionali dell’agroalimentare come Vinitaly o del design come il Salone del Mobile, vetrine indiscusse per il segmento alto di gamma.

SEDI ALL’ESTERO ED EVENTI. Nel piano triennale dell’Agenzia anche l’apertura di nuovi uffici all’estero in Cina, a Dubai e a Miami per rafforzare la presenza italiana nel mercato statunitense.

Il 2020 sarà anche l’anno di amicizia del turismo Italia-Cina, con l’obiettivo di accogliere ben più degli attuali visitatori cinesi, che oggi superano i 3 milioni l’anno, a fronte però di 140 milioni in giro per il mondo. Il 2021 avrà un focus invece sul turismo delle radici, per gli italiani all’estero in cerca delle proprie origini.

Sono oltre 600 gli eventi Enit programmati nel mondo (+5% rispetto al 2018) tra cui momenti significativi come il centenario Enit a novembre, le celebrazioni legate a Leonardo da Vinci, la partecipazione al Giro d’Italia e altri eventi sportivi e fiere internazionali come il Seatrade, il World Routes, la Settimana della cucina.

LE INTENZIONI DEL MINISTRO. L’intento è fare squadra per la promozione del Sistema Italia. «Il turismo, assieme all’agricoltura, è il settore trainante del nostro Paese – dice il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio – Regioni, Enit e Mipaaft lavoreranno in sinergia e coinvolgeranno tanti altri attori per accrescere la stagionalità, per individuare le nuove esigenze dei visitatori, per valorizzare i territori italiani e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative. Sarà indispensabile migliorare le infrastrutture e puntare su un turismo di nicchia che abbia un target ben preciso. Bisognerà, in ultimo, rafforzare la presenza di Enit e le partnership con le eccellenze del Made in Italy consolidando i mercati avanzati e puntando a quelli emergenti il tutto in un’ottica di brand nazionale. Per il 2021 metterò a disposizione un budget importante».

I NUMERI DEL 2018. In termini di presenze estere, l’Italia, con oltre 216,5 milioni di pernottamenti totalizzati nel 2018 (+2,8%), supera la Francia (140,7 mln di notti, +5,4%) e cresce a differenza della Spagna (301 mln di notti, -1,6%) che, pur essendo prima nel confronto europeo, è in flessione rispetto al 2017.

Le presenze totali negli esercizi ricettivi italiani sfiorano i 429 milioni e aumentano del +2,0% nel 2018 sul 2017. La componente internazionale cresce più di quella italiana (+2,8 vs 1,1%) e rappresenta il 50,5% delle presenze totali.  La spesa internazionale in Italia, a quota 41,7 miliardi di euro, aumenta del +6,5% nel 2018 sul 2017.

«Ora il turismo ha finalmente l’attenzione che merita – ha aggiunto Palmucci – È un settore che ha mosso 428,8 milioni di presenze e 41,7 miliardi di euro di spesa dei turisti stranieri in Italia nel 2018. Finalmente si può parlare di programmazione reale e strutturata che non proceda a tentativi senza un coordinamento tra i vari livelli territoriali e gli stakeholder pubblici e privati, ma che sviluppi sinergia, qualità dell’offerta ed efficientamento della filiera turistica in rete. Potenziando la filiera con metodo: incidendo ad esempio sulla stagionalità della domanda, sulla formazione, captando in tempo le richieste del mercato: responsabilità sociale ed ecologica per la valorizzazione delle biodiversità e delle tradizioni ma con un occhio al lusso, alla ricerca di destinazioni meno battute ma con un altissimo confort».

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Claudia Ceci
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