Enit, più Italia per il 74% dei t.o. esteri

22 Giugno 11:15 2018 Stampa questo articolo

E poi arriva l’Enit, con l’autorevolezza della sua rete internazionale, a mettere i puntini sulle “i” di un’estate che già altri osservatori avevano preannunciato in crescita per l’Italia. Le prenotazioni verso il nostro Paese sono in aumento, anno su anno, per il 74% dei tour operator, stabili per il 20%, in calo per il 6%. I dati emergono dal monitoraggio sul turismo organizzato dell’Agenzia nazionale del turismo che ha condotto una survey su un campione di 137 t.o. (88 europei e 49 d’Oltreoceano) presenti in 22 mercati stranieri, relativamente al periodo estate-autunno.

«Si prospetta un altro segno più negli arrivi dei visitatori europei ed extra-europei nel nostro Paese – commenta Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell’Enit – Si tratta di un dinamismo riscontrato a livello globale, che vede l’Italia occupare una parte da protagonista. Gli incrementi dei flussi turistici verso il belpaese sono misurabili, non solo nei mercati emergenti, ma anche in Paesi come Usa, Francia e Germania, i principali bacini d’origine dell’incoming italiano. Una tendenza che risulta tanto più significativa se collegata al peso specifico di questi Paesi in termini di valori assoluti generati, e non solo in riferimento alle rispettive percentuali di crescita».

Per Bastianelli «siamo davanti a una domanda turistica in permanente evoluzione e connotata da tratti altamente personalizzati. Le formule dei viaggi vanno moltiplicandosi in vista di soluzioni sempre più in linea con le esigenze del singolo consumatore. Al turismo di massa, si stanno affiancando formule di viaggio slow, che identificano nell’italian way of life e nella sostenibilità il primo requirement della vacanza sul nostro territorio».

In linea con questa tendenza, aggiunge il direttore esecutivo dell’Enit, «si afferma sempre più il turismo enogastronomico, che attraverso la valorizzazione dei cibi investe cultura e storia dei territori che ospitano i flussi turistici. Tale sviluppo dell’industria turistica nel nostro Paese costituisce per gli operatori un momento di sfida. Da una parte, infatti, occorre un impegno costante nell’aggiornamento delle linee strategiche che guidano l’approccio alla domanda turistica. Dall’altra si rende necessario rendere strutturale lo sviluppo della domanda di turismo italiano, consolidando l’attività di promozione del territorio».

Guardando alle due macroaree sotto esame, la crescita è leggermente superiore per gli operatori d’Oltreoceano rispetto a quelli europei. In particolare, le vendite in aumento riguardano il 73,1% dei tour operator del vecchio continente e il 76,5% di quelli extra-Ue. Le prenotazioni ”stabili” sono indicate principalmente dai mercati d’Oltreoceano (23,5% contro 17,3% di quelli europei). La quota dei t.o. che in Europa dichiara vendite in calo è del 9,7%, mentre nessun operatore al di fuori del continente indica una diminuzione.

La quasi totalità degli operatori intervistati (circa il 90%) rileva un aumento del turismo enogastronomico nell’estate 2018 rispetto a un anno fa. Un segmento, quello del food, che riguarda più o meno tutte le regioni italiane, con particolare accento su Toscana (soprattutto Chianti e Firenze), Piemonte (Langhe, Baveno), Sicilia, Emilia Romagna Veneto, Umbria e Puglia. I pacchetti turistici che sono dedicati all’enogastronomia hanno una durata media di 6 giorni.

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