Emerald, Scarapicchia: «Gli italiani sognano le Maldive»

11 Dicembre 07:00 2020 Stampa questo articolo

Le Maldive hanno riaperto i confini il 15 luglio 2020 e alcuni resort sono stati operativi già pochi giorni dopo. «Il grosso problema sono e sono stati i voli; all’inizio sono ripartite solo Emirates e Qatar Airways, con pochi collegamenti dall’Europa e dal resto del mondo», dice Simone Scarapicchia, chief commercial officer di Emerald Maldives Resort & Spa. La struttura cinque stelle luxury, di proprietà italiana, è ancora giovanissima. Inaugurata ad agosto 2019, chiusa ad aprile 2020 e riaperta dal 1° agosto di quest’anno, ha già ricevuto un importante riconoscimento, il World’s Leading New Resort 2020.

Qual è oggi la situazione alle Maldive?
«Si parla sempre di più di una destinazione Covid free; al momento il governo richiede per l’ingresso da parte dei viaggiatori internazionali l’esito negativo del tampone effettuato fino a 96 ore prima dell’arrivo. La stessa Malè, che ha avuto un picco di contagi nel primo semestre 2020, adesso ha una situazione perfettamente gestibile. Comunque, la destinazione è aperta al mondo, ma Europa e Asia di fatto non fanno partire i turisti. Oggi i russi sono la clientela maggiore; soprattutto grazie a loro abbiamo il resort pieno da Natale fino a metà gennaio. Dicembre ha un tasso si occupazione del 70% e siamo fiduciosi che possa continuare così».

Quali sono le misure di sicurezza di Emerald Maldives Resort & Spa?
«Per garantire l’ambiente più sicuro, Emerald ha implementato diverse misure, tra cui già dal 1° agosto test Covid-19 disponibili in loco, a pagamento, per chi vuole garanzie al rientro e qualora qualcuno avesse sintomi durante il soggiorno. Oltre al tampone, fanno parte del protocollo: controlli della temperatura, disinfezione delle superfici dei bagagli, disinfettante a luce Uv per la sterilizzazione mobile, spruzzatore elettrostatico con disinfettanti di qualità utilizzati per pulire le ville e tutte le altre aree pubbliche. Emerald è il primo resort delle Maldive ad aver ottenuto il certificato Gbac Star. Inoltre garantiamo ampi spazi a disposizione degli ospiti, attività all’aperto e ville molto distanziate una dall’altra».

Il mercato Italia tornerà a essere forte? Quali sono le prospettive?
«Era il primo mercato in Europa nel 2019 e lo è stato anche nei primi 3 mesi del 2020. Oggi però ha il freno a mano; c’è tanta richiesta ma le partenze a breve sono ferme anche a causa della quarantena al rientro. Anche in assenza al momento di voli diretti, gli italiani sarebbero partiti con i voli in connessione. Speravamo che con l’ultimo dpcm le Maldive rientrassero nelle destinazioni Covid free, con i corridoi turistici, ma non è successo. Manca il ponte aereo con la destinazione. Ma la domanda è tanta, stiamo solo aspettando che la destinazione riapra davvero e cercando di capire quando».

Gli altri mercati?
«L’Inghilterra ha ripristinato i voli e il mercato Uk si sta riprendendo; stanno volando verso Dubai e Maldive. Dagli Emirati Arabi e dall’India cominciano a esserci buoni numeri. Speriamo nel ritorno della Germania a fine gennaio e a seguire dell’Italia».

Come vi state orientando sul fronte pricing?
«Abbiamo proposto tariffe giuste, né troppo alte né troppo basse, con poi un 20% di offerta a prescindere dall’early booking. Anche perché oggi è tutto last minute. La nostra Winter offer è valida fino a fine aprile, Pasqua compresa».

Qual è il target dei viaggiatori?
«Stanno arrivando tantissime famiglie, considerando anche che i bambini sono quelli che corrono meno rischi. Si fermano anche più di due-tre settimane. Abbiamo più nuclei familiari che coppie, al momento. Infatti stiamo aumentando le family villas da 15 a 25, ciascuna con due camere e due bagni con piscina. È un buon segnale perché prima queste partenze erano subordinate ai periodi di chiusura delle scuole. Inoltre cominciamo ad avere una fetta di repeater, non ce lo aspettavamo avendo aperto da così poco. Le Maldive sono una destinazione che mediamente ha un 30-40% di affezionati».

Il gruppo Emerald continua a investire. Un esempio è Zanzibar.
«Nonostante la pandemia, il progetto Zanzibar prosegue. È una destinazione considerata già adesso Covid free, in cui noi lavoriamo da15 anni. Avevamo un terreno bellissimo nella parte nord est, che ha l’unicità di non avere maree. Il progetto è partito nel 2019, non lo abbiamo sviluppato prima perché mancava l’autostrada per arrivarci, adesso invece c’è e stiamo costruendo 250 camere cinque stelle lavorando con Leading. Torneremo di nuovo come protagonisti a Zanzibar e il resort dovrebbe essere pronto nel 2022. In fase di progettazione c’è anche un secondo resort con 500 camere. È una meta in crescita, non famosa come Seychelles e Mauritius ma che sta guadagnando terreno. Apprezzata per spiaggia, mare e sole, ma anche per la storia intrinseca e la vicinanza ai Safari».

Quando si ripartirà, davvero, nel mondo?
«Siamo fiduciosi di un rapido aumento della richiesta di viaggi all’arrivo del vaccino. In estate per il corto raggio, in autunno per il lungo raggio. La gente ha la necessità di tornare a viaggiare e di esplorare, credo più di prima. Attendiamo l’ok per riavere aeroporti e alberghi pieni; è ancora il momento di aspettare, anche per rispetto di chi non c’è più, chi sta lottando contro questo virus e di tutto il personale medico. Speriamo in un’estate più libera».

L'Autore

Claudia Ceci
Claudia Ceci

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