Ectaa a favore dei Gds: «Non pesano sui costi dei vettori»

Ectaa a favore dei Gds: «Non pesano sui costi dei vettori»
25 Ottobre 12:01 2017 Stampa questo articolo

Per le compagnie aeree è più conveniente puntare sui canali diretti o su quelli indiretti? A suggerire una risposta in controtendenza rispetto alle recenti decisioni di alcune compagnie di penalizzare la distribuzione via Gds (dal gruppo Lufthansa a Iag), arriva ora Infrata, una società di consulenza specializzata nell’aviation industry.

Nell’ultima indagine realizzata in collaborazione con la European Federation of Travel Agents’ and Tour Operators’ Associations (Ectaa) e la European Technology & Travel Services Association (Ettsa), si sostiene infatti che le prenotazioni dirette non riducono i costi sostenuti dai vettori, e che l’utilizzo dei global distribution system continua a essere un’alternativa dai costi commparabili.

Il motivo è semplice: se si tiene conto di tutto il budget da destinare a campagne pubblicitarie, marketing, customer care, sviluppo tecnologico e pagamento delle fee, come pure delle spese sostenute per acquisire clienti online (come ad esempio, quelle relative alla presenza sui motori di ricerca), allora il canale diretto e quello indiretto sono del tutto equiparabili in termini economici, visto che in media il costo di una prenotazione diretta è di 12,56 euro  contro i 14,21 euro di una indiretta.

Non solo: sempre secondo lo studio, anche per un grande Gruppo come Lufthansa o Iag, la differenza tra i due canali sarebbe pur sempre di 11 centesimo (13,32 euro contro i 13,43 euros) per segmento. «Dobbiamo concludere – ha detto Michel de Blust, segretrio generale Ectaa – che le compagnie che si stanno allontanando dalla distribuzione diretta devono avere altri motivi, che non sono quelli economici, per farlo. Uno dei motivi è sicuramente quello di evitare la trasparenza, la convenienza e la scelta che gli agenti di viaggi e le piattaforme neutrali offrono ai consumatori. Nei canali di vendita diretti delle compagnie aeree, trasparenza e scelta non esistono».

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Giorgio Maggi
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