Ecosistema crociera, la nuova vita nella travel bubble

Ecosistema crociera, la nuova vita nella travel bubble
10 Novembre 07:00 2020 Stampa questo articolo

Il rischio zero non esiste, ma il modello c’è. E funziona. È anche per questo che il nuovo dpcm in vigore dal 6 novembre, alla fine, pur aumentando le restrizioni, imponendo il coprifuoco, limitando gli spostamenti e colorando le regioni italiane in base al rischio – rosse, arancioni e gialle – non ha fermato le navi da crociera.

Un’attestazione del funzionamento di un ecosistema protetto, la cosiddetta “bubble”, che di certo non potrà dare garanzie assolute in tempi di indice di contagio (il famoso Rt) generale medio-alto, ma a quanto pare dà molte più certezze rispetto a quanto non sia in grado di fare ora la vita quotidiana al tempo della pandemia.

Il tampone pre imbarco obbligatorio per tutti detta l’approccio che i governi dei vari Paesi, quello italiano in primis, stanno inseguendo in misura maggiore in questi ultimi giorni, con la promessa di aumentare le dotazioni di test rapidi per le Asl regionali e di effettuarli sul maggior numero di persone possibile.

E – passando al caso specifico e tornando indietro nel tempo di qualche giorno – una volta superata l’oretta di attesa in una delle sale del terminal del porto di imbarco (Messina, nel caso di chi scrive, al suo primo collaudo ben riuscito), inizia la vita a bordo. Con un sospiro di sollievo perché tutto il gruppo è risultato negativo.

Un tran tran vacanziero che scorre con una spensieratezza insperata, pur se gli smartphone avvertono che i numeri in Italia stanno salendo e che la Farnesina sconsiglia i viaggi all’estero. A bordo di Msc Magnifica (la nave adesso è stata fermata fino al 18 dicembre poiché destinata in larga misura ai mercati tedesco e francese, che attualmente hanno limitazioni agli spostamenti) la mascherina nelle aree comuni è d’obbligo come in qualsiasi altro posto. A ulteriore garanzia, un secondo tampone a fine crociera.

A bordo c’è chi non rinuncia ai balli di gruppo sul ponte piscina, ovviamente a distanza di sicurezza. O a un bagno in piscina, al relax nelle vasche idromassaggio, all’allenamento in palestra. Qui infatti restano aperte e a disposizione degli ospiti, sempre nel rispetto delle norme anticontagio. Così come non hanno chiuso i teatri, dove l’accesso è contingentato (ma di fatto lo è anche la capienza della nave, e quindi c’è spazio per tutti) e quindi tra musical, concerti, cabaret, a ciascuno il suo spettacolo. E l’aperitivo? Concesso anche quello, senza limiti di orario se non quelli delle tipiche abitudini di noi italiani.

Si pranza al buffet, con l’ampia scelta garantita, la misurazione della temperatura, l’imperativo “sanitize your hands, please” prima di ogni ingresso, e la fila ordinata e distanziata con vassoio alla mano, mentre i piatti vengono serviti da personale in guanti e mascherina. Si cena al ristorante, con il regolare doppio turno che il crocierista ben conosce. Sono aumentate le distanze tra tavoli e commensali, ma bar e ristoranti non chiudono alle 18. Dopo cena non c’è coprifuoco – né ci sarà quello nuovo delle 22 – e ci si può intrattenere per un drink con musica dal vivo, italiana o internazionale, e addirittura prenotarsi per un karaoke, non in gruppo e con il microfono di volta in volta sanificato.

Per chi ha voglia di lavorare, lo smartworking è la nuova frontiera con il wifi di bordo. E non ci si perde il bello delle destinazioni, con le escursioni protette. Ma questo è un altro capitolo.

LE ESCURSIONI PROTETTE. La bolla continua a terra. Il modello di bordo riesce a “prolungarsi” alle escursioni. Punto di partenza è che la discesa sia possibile solo tramite una delle escursioni sicure organizzate dalla compagnia, come spiega Costa Crociere, che entra nel dettaglio ricordando che esiste innanzitutto un’accurata selezione a monte: le visite vengono effettuate in luoghi dove è possibile garantire il distanziamento sociale, con gruppi ristretti, in modo che anche sui pullman gli spazi siano confortevoli e vengano rispettate le distanze richieste dalla normativa.

escursioniPer ciascuna escursione vengono comunicati diversi punti di riunione dedicati in nave, per eseguire lo sbarco in sicurezza. Le partenze dei pullman – sanificati prima e dopo l’utilizzo – sono scaglionate. Autisti e guide vengono sottoposti al test antigenico prima di effettuare ciascun servizio. I partecipanti e le guide devono indossare per tutto il tempo le mascherine protettive; agli ospiti vengono forniti salviette igienizzanti e auricolari monouso. L’occupazione massima dei bus è del 60% e possono sedersi vicini solo gli ospiti che si dichiarano congiunti.

Durante la fase di sbarco e di imbarco al rientro è prevista la misurazione della temperatura corporea. Qualora sia superiore ai 37,5 °C, il passeggero viene sottoposto a tampone a bordo, a spese della compagnia, e messo in isolamento.

«Le escursioni rappresentano un momento fondamentale dell’esperienza di crociera. Quanto previsto dal Costa Safety Protocol garantisce la possibilità di godere a pieno della bellezza e di ciò che i luoghi visitati hanno da offrire in sicurezza e tranquillità – dichiara Carlo Schiavon, country manager Italia Costa Crociere – Questo è il valore aggiunto riscontrato e apprezzato da chi le ha provate in queste settimane. Crediamo che le misure adottate rappresentino un modello valido, sicuro e sostenibile con cui possiamo proporre l’esperienza di vacanza in una chiave nuova, assicurando il massimo rispetto delle disposizioni sanitarie e allo stesso tempo preservando quel piacere della scoperta e della condivisione del territorio che, in fondo, rappresentano la vera essenza di ogni viaggio».

COME SI GESTISCE UN POSITIVO A BORDO. Che succede se c’è un positivo a bordo? Come si gestisce l’emergenza? Il tampone negativo pre imbarco è il metodo più efficace per contrastare i contagi ma – come sappiamo – non dà garanzie assolute. È possibile che chi si sottopone al test stia ancora incubando il Covid-19 e diventi positivo nei giorni successivi.

tampone test CovidMa le navi si sono attrezzate ben prima della ripartenza. C’è un contingency plan che prevede tutti i passaggi da fare se c’è un sospetto caso a bordo, che va immediatamente in isolamento preventivo, così come i suoi contatti stretti. Sulla nave ci sono aree isolate predisposte ad hoc e un servizio medico potenziato e disponibile h24.

Si effettua un ulteriore tampone e in caso di positività si informa la sanità marittima, tenendo conto anche della volontà del passeggero. Un asintomatico o con sintomi lievi può essere portato a casa; chi preferisce non tornare, per evitare di contagiare congiunti, può soggiornare nelle strutture predisposte in ogni porto per l’autoisolamento, come alberghi o ospedali (presenti in tutti gli scali).

C’è anche la possibilità per asintomatici/paucisintomatici dell’isolamento sulla nave, per rientrare direttamente nel proprio porto d’imbarco. Ciascun passeggero ha l’assicurazione Covid – non deve sostenere spese di tasca propria – e la compagnia si prende cura del crocierista dalla partenza al rientro a casa.

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Claudia Ceci
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