È boom di camperisti, ma mancano le aree di sosta

È boom di camperisti, ma mancano le aree di sosta
09 Agosto 07:00 2017 Stampa questo articolo

Con oltre 8,2 milioni di viaggiatori italiani e stranieri e un fatturato che nel 2016 ha toccato i 2,8 miliardi di euro, il turismo en plein air entra nel rating dei principali segmenti di turismo sostenibile in Italia. Un valore confermato dall’industria dei camper, che lo scorso anno ha contato 15.150 caravan fabbricati (+22%) con un fatturato di 750 milioni di euro.

Nonostante i dati che arrivano dal Rapporto annuale dell’Associazione Produttori Caravan e Camper (Apc) siano molto positivi, le criticità nel settore non mancano. Si registrano poche immatricolazioni (4.250) rispetto al numero di camper nuovi di zecca che esce dalle fabbriche italiane, venduti nell’80% dei casi all’estero.

Inoltre, l’Italia soffre di un deficit di aree-sosta a dir poco scoraggiante: solo 2.200 su tutto il territorio quando ne sarebbero indispensabili almeno il doppio. «E se si considera che costruire un’area sosta attrezzata impegna circa 50mila euro, ben al di sotto dei costi di camere d’albergo, è ben chiaro come il nostro Paese non sfrutta le sue potenzialità in materia di turismo all’aria aperta – afferma il presidente dell’Apc, Simone Niccolai – Detto ciò, chiediamo al governo di sostenere le nuove immatricolazioni, perché avere in circolazione camper anziani significa non contribuire a ridurre  l’inquinamento. Crediamo anche che un’accorta politica d’incentivi da parte delle amministrazioni comunali possa contribuire a favorire nuova accoglienza per i milioni di camperisti che vengono in vacanza in Italia».

A sostegno di questo segmento è intervenuto anche il sottosegretario al Mibact, Dorina Bianchi, che ha spiegato come «Le caratteristiche del turismo all’aria aperta sono in linea con i due principali asset del Piano Strategico appena approvato, ovvero delocalizzazione e destagionalizzazione dei flussi turistici. Con una politica di condivisione di strategie credo che si possa operare per una crescita di questo settore, magari favorendo anche l’indotto dell’artigianato locale che rappresenta un’altra mission del Piano».

Che il settore sia strategico lo conferma il successo del Salone del Camper, organizzato ogni anno da Apc e Fiere Parma, il cui amministratore delegato Antonio Cellie ricorda: «Nell’ultima edizione abbiamo registrato oltre 127mila visitatori e 630 modelli di camper presentati da circa 300 produttori. Numeri di un settore dinamico e soprattutto in buon salute e destinato a crescere anche nei prossimi anni, a patto che ci siano le migliori condizioni per sostenere la domanda e gestire l’offerta».

 

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