Due città su tre soffrono di overtourism: l’analisi di Roland Berger

Due città su tre soffrono di overtourism: l’analisi di Roland Berger
22 Febbraio 14:22 2019 Stampa questo articolo

L’overtourism incombe sulle principali città europee e non solo. I cosiddetti city break, ossia le visite mordi e fuggi nelle città più belle d’Europa, hanno registrato un incremento del 56% in 10 anni, mettendo di fatto in crisi i centri urbani di tutte le dimensioni. A dirlo è Roland Berger, che nello studio Protecting your city from overtourism ha analizzato 52 località europee misurandone, appunto, il tasso di overtourism.

Roland Berger ha quindi passato al setaccio 52 città in Europa incrociando due fattori: il numero di pernottamenti rispetto agli abitanti e il valore economico generato dal turismo. Risultato: due città europee su tre soffrono il “troppo turismo”. Secondo lo studio solo città come Londra, Vienna, Berlino, Monaco e Roma riescono a mantenere livelli di turismo gestibili e sostenibili al punto da tenersi lontane dalla minaccia overtourism. Il restante 67% si divide tra città in difficoltà, realtà a rischio. Nel mirino degli analisti ci sono, ad esempio, Bordeaux, Bruges, Praga e Salisburgo, ma anche Amsterdam, Barcellona, Copenaghen, Dublino, Francoforte, Lisbona e Reykjavík.

Sono quattro le città italiane analizzate nel rapporto sull’overtourism targato Roland Berger. Tra queste, a sorpresa, Roma si aggiudica la medaglia d’oro grazie al livello sostenibile di turisti distribuiti durante tutto l’arco dell’anno, e si colloca quindi tra le 5 “shining stars” europee insieme a Londra, Vienna, Berlino e Monaco. Mentre Torino e Verona, devono ancora valorizzare le proprie potenzialità con apposite strategie di medio-lungo periodo per trarre il massimo beneficio dai flussi turistici. Senza soccombere al fenomeno dell’overtourism. Tutt’altra situazione, invece, per Venezia. Secondo gli esperti di Roland Berger, l’incontrollabile flusso di viaggiatori che ogni giorno sbarcano in laguna, la progressiva sparizione degli esercizi commerciali locali e la graduale diminuzione della popolazione nativa sono i principali fattori che stanno mettendo in ginocchio il capoluogo veneto.

Francesco Calvi Parisetti, partner di Roland Berger, ha dichiarato: «La situazione di Venezia è paradossale: gli alberghi e le altre strutture ricettive, pur favorite da Airbnb, sono sottoutilizzati. A questo si somma la stagionalità che vede luglio con oltre il doppio dei turisti rispetto a dicembre o a gennaio. Non solo. Le punte nel fine settimana che si registrano lungo tutto l’anno potrebbero essere ammorbidite con offerte ad hoc vista anche l’elevata componente di turisti extra Ue. È insensata anche la concentrazione dei flussi sulla direttrice Rialto-San Marco. Vanno creati percorsi alternativi. Il Carnevale è naturalmente un periodo di particolare affollamento, dove la congestione aumenta a dismisura e i limiti agli ingressi a piazza San Marco finora imposti non rappresentano evidentemente una soluzione adeguata».

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