Il Dna dei clienti per gli hotel del futuro

17 ottobre 15:30 2017 Stampa questo articolo

Il futuro dell’hôtellerie ruoterà attorno a tecnologia, Dna e realtà aumentata. A dirlo è lo studio Hotels of the Future, frutto di una collaborazione tra Hotels.com e l’Institute for Global Futures, uno dei maggiori think tank sui trend di consumo.

Innanzitutto a prenotare l’hotel sarà il proprio avatar di viaggio, una sorta di agente digitale, simile agli assistenti vocali della Apple (Siri) e Amazon (Alexa) che comunicherà, negozierà e progetterà l’intero itinerario. All’insegna della comodità per il viaggiatore sarà anche l’arrivo in camera dove lo standard prevederà la presenza di una stampante 3D con cui creare in real time gli oggetti desiderati o necessari, siano essi una giacca o un vestito elegante o il cellulare appena smarrito. Addirittura sarà possibile fare shopping stampando in 3D dal cloud beni di consumo che potranno essere customizzati secondo le preferenze del cliente.

La scienza medica giocherà un ruolo fondamentale attraverso l’analisi del Dna che rivoluzionerà i trattamenti benessere delle Spa. Non più solo massaggi e fanghi per rilassare e tonificare il corpo, ma vere e proprie pratiche di prevenzione delle malattie attraverso l’uso di farmaci per rigenerare la mente e trattamenti di medicina genetica.

Indagini da polizia scientifica saranno utilizzate anche in cucina, dove, sempre grazie al profilo genetico dei clienti, verrà proposta dagli chef una dieta estremamente personalizzata per nutrire con gusto senza dimenticare salute e forma fisica. Spazio, infine, alla fantasia con la realtà aumentata che durante il soggiorno in hotel permetterà, attraverso la proiezione di immagini immersive, di pensare già al prossimo viaggio o di esplorare mondi sconosciuti.

Touch screen sulle pareti e cuscini autoregolabili
Oltre a individuare i trend più significativi in termini tecnologici e di abitudini di consumo per l’esperienza in albergo, lo studio Hotels of the Future
traccia anche l’identikit delle camere in cui soggiorneremo presto. Stando alla ricerca, infatti, entro il 2060 le stanze d’hotel cambieranno del tutto faccia diventando del tutto personalizzate, smart e tecnologica in tutti i dettagli.

L’ingresso si effettuerà solo tramite riconoscimento facciale; e grazie a una serie di sensori multipli adattati all’ospite la camera sarà letteralmente al suo servizio con schermo tv in grado di interagire; superfici touchscreen, reattive e interattive; aromi neuro-potenziati diffusi dai muri per distendere lo stress e auto generare un sonno rilassante; asciugamani speciali anti inquinamento; controllo della temperatura tramite wireless; letti e cuscini personalizzati che si auto regolano basandosi sui feedback neurologici.

E, infine, contenuti esperienziali selezionati sui gusti del cliente da godere sdraiati sul letto o seduti comodamente in poltrona come l’ologramma di un concerto.

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L'Autore

Valentina Neri
Valentina Neri

Giornalista

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