I dieci temi-chiave del travel nel 2018

I dieci temi-chiave del travel nel 2018
16 Gennaio 07:00 2018 Stampa questo articolo

Il Nordafrica e la Turchia torneranno a competere con Spagna, Italia e Grecia? Sarà l’anno dell’affermazione del Ndc di Iata rispetto ai Gds? I sindacati di piloti e assistenti di volo faranno breccia nella fortezza d’avorio di Ryanair? Gli investimenti dei grandi Gruppi italiani reggeranno la prova del nove del mercato? In attesa dei dati, delle dichiarazioni e di quanto emergerà da Fitur, prima grande fiera di settore, L’Agenzia di Viaggi ha stilato una lista di quelli che saranno alcuni dei temi da seguire durante il 2018. Dieci temi – dall’espansione di Qatar Airways alla vendita di Alitalia, dall’incognita Brexit al lungo raggio low cost – da segnare in agenda e che terranno banco nei prossimi mesi.

L’Italia dei record ritroverà i competitor? Il 2017 è stato un anno storico che ha visto il nostro Paese battere tutti i record di presenze. Ma il 2018 potrebbe riservare sorprese che andrebbero a intaccare le leadership di Italia, Grecia e Spagna. Turchia, Egitto e Tunisia stanno riprendendo la via della crescita grazie a un aumento dell’advanced booking registrato sui mercati nordeuropei. Una ritrovata stabilità geopolitica aiuterebbe queste destinazioni mettendo alla prova l’offerta turistica del mare Italia.

Overtourism e sostenibilità: il tempo delle scelte. Da Venezia a Roma fino a Barcellona e Amsterdam. Nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile è esploso il tema del sovraffollamento delle località turistiche e dell’impatto dell’ospitalità alternativa (Airbnb & co.) sull’economia e la vivibilità delle città d’arte. Nel 2018 politica e industria dovranno fare fronte comune, come nel caso del pool delle cinque città italiane, ed effettuare azioni concrete per controllare e gestire i flussi. Si prevedono soluzioni differenti e non mancheranno le polemiche.

Lo spettro della Brexit sempre più vicino. Ryanair ha creato una sussidiaria in Uk per garantirsi le rotte interne in Gran Bretagna. easyJet aveva già iscritto il suo vettore europeo in Austria per mettere al sicuro i collegamenti nella Ue. I colloqui per decidere forme e modalità tra Europa e Uk vanno avanti, ma l’unica cosa certa ad oggi è la data di exit: il 29 marzo 2019 alle ore 23. Troppo poco per chi deve già elaborare gli operativi  per l’inverno del prossimo anno. In ballo anche l’estensione dei visti per i turisti britannici: uno dei mercati più importanti per l’Italia.

Alitalia e Lufthansa nel bel mezzo delle elezioni. Settimane decisive per il destino dell’ex compagnia di bandiera con il governo che vorrebbe chiudere l’operazione di vendita entro febbraio evitando di portare il tema, esuberi compresi, in campagna elettorale. I tre contendenti rimasti sono Lufthansa, easyJet e Cerberus, con i tedeschi favoriti. Ma la distanza tra l’offerta di Lufthansa (300 milioni di euro) e le aspettative del governo (500 milioni) è ancora tanta, considerando che il Gruppo tedesco non vorrebbe assumersi il costo in toto della ristrutturazione e chiede ai commissari di farsi carico di oltre 2.00o licenziamenti.

Gds e Ndc: come cambia la distribuzione. Dopo Lufthansa, anche Iag e Air France-Klm hanno imposto un fee per le prenotazioni tramite gds. Il 2018 sarà l’anno chiave per capire se il New Distribution Channel (Ndc) di Iata si imporrà riuscendo a rosicchiare quote di mercato importanti. Intanto i Gds diversificano e stringono accordi con le Olta, puntando su ampiezza del portafoglio e ancillary.

Le ambizioni di Qatar Airways. Nonostante le sanzioni dei Paesi del Golfo l’economia del Qatar non sembra averne risentito più di tanto. La compagnia guidata da Akbar Al Baker ha creato un network mondiale acquisendo il 20% di Iag (British, Iberia, Vueling), il 9,61% di Cathay Pacific, il 10% di Latam Airlines e il 49% di Meridiana, e mancando solo l’assalto alle quote di American Airlines. Se la campagna d’Europa della concorrente Etihad è stata un insuccesso (vedi i fallimenti di airberlin, Darwin Airline e Alitalia), il gruppo di Doha mira a creare una “mega compagnia aerea” che possa beneficiare del volume passeggeri e delle connessioni nel momento in cui c’è da acquistare aerei e carburante (prezzi in prevedibile ascesa). E non solo.

Ryanair e i sindacati: partita aperta. Prima il caos cancellazioni durante lo scorso autunno, poi il rischio scioperi dei piloti a ridosso di Natale. Non è stato un fine anno facile per Ryanair, che per la prima volta dopo 30 anni ha aperto le negoziazioni con le rappresentanze sindacali, a partire da Germania e Irlanda. Da gennaio sono iniziati i colloqui anche in Italia con piloti e assistenti di volo. Se il modello low cost non è morto, ha bisogno però di cambiare. Per la prima volta dal 2014, inoltre, la crescita di Ryanair è scesa sotto il 4% e la compagnia ha mancato l’obiettivo di raggiungere i 130 milioni di passeggeri nel 2017.

Sempre più lungo raggio low cost. Dopo i voli targati Norwegian da Roma per Los Angeles e New York, a febbraio la Capitale avrà la nuova rotta per San Francisco, mentre il 16 giugno partirà il primo dei 4 voli settimanali tra Milano Malpensa e Los Angeles. Sempre nel 2018 operano a pieno regime Joon e Level che integreranno sempre di più i network di Iag e Air France-Klm. Il mercato suggerirà il successo di queste operazioni che hanno dato nuove prospettive alle rotte Usa-Ue e che potrebbero replicarsi anche per i voli con Asia e Africa.

Food e ministero del Turismo: la sfida tutta italiana. Dopo l’Anno dei Borghi, il 2018 per il Mibact è l’Anno del Cibo, a coronamento del piano di rilancio dell’Enit. L’Agenzia guidata da Evelina Christillin deve consolidare i sorprendenti risultati dell’anno appena concluso, ma Parlamento e governo che usciranno dalle elezioni del 4 marzo potrebbero rimettere in discussione tutta la strategia. Piano strategico compreso. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che, in caso di vittoria, ripristinerà il ministero del Turismo.

Tour operator: l’anno del consolidamento? In 12 mesi Uvet ha comprato Settemari e Blue Panorama, mentre Alpitour ha investito sull’incoming, ha accolto il B787 di Neos e ha ricevuto tramite Asset Italia di Tamburi un aumento di capitale di 120 milioni di euro. Eden Travel Group ha messo a punto l’integrazione di Hotelplan e Turisanda. Nel 2018 le strategie dei Gruppi dovranno portare già i primi frutti dopo un anno denso di investimenti e colpi di scena.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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