Delta Air Lines e la scommessa dei voli a impatto zero

Delta Air Lines e la scommessa dei voli a impatto zero
12 Marzo 12:25 2021 Stampa questo articolo

Ripartenza aerea all’insegna della sostenibilità per Delta Air Lines che ha avviato il progetto per la neutralità delle emissioni con azioni immediate e investimenti a lungo termine per contrastare il cambiamento climatico.

«Collegare il mondo e proteggere il nostro ambiente per le generazioni future non possono essere concetti che si escludono a vicenda – ha dichiarato Ed Bastian, ceo di Delta – e i viaggiatori non dovrebbero essere costretti a scegliere tra visitare il mondo e salvarlo. Dobbiamo continuare a implementare azioni immediate già oggi, e non possiamo aspettare che le soluzioni future diventino realtà. Ci sono molti percorsi verso la neutralità del carbonio. Delta ha scelto di avere un impatto oggi e di investire per un futuro in cui l’aviazione stessa diventerà più pulita per il mondo che ci circonda».

Nel breve termine, Delta intende raggiungere la neutralità del carbonio riducendo direttamente le emissioni attraverso l’efficienza operativa della flotta e contrastando le emissioni rimanenti attraverso investimenti in progetti di compensazione del carbonio che mantengono, proteggono ed ampliano le foreste.

Il piano di Delta prevede di investire in soluzioni innovative, come la cattura e l’estrazione del carbonio e i carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf). “Purtroppo  questa e altre tecnologie avanzate non sono disponibili su una scala abbastanza ampia da soddisfare le attuali richieste del settore. Il mercato è così arretrato – si legge nella nota del vettore – che tutti i Saf prodotti nel 2020 alimenterebbero la flotta pre-Covid di Delta solo per un giorno. Ma la compagnia aerea intende accelerare con impegni già intrapresi  lo scorso anno, quando l’aerolinea ha ritirato più di 200 vecchi aerei. I nuovi aeromobili sono più efficienti del 25% in termini di consumo di carburante”.

Da quest’anno Delta investirà su tre progetti: sui Saf che sono un’alternativa al carburante fossile e possono ridurre le emissioni fino all’80% durante il loro intero ciclo di vita; sulla tecnologia di estrazione e stoccaggio del carbonio che deve progredire per soddisfare la domanda prevista di rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera; e sulle innovazioni nella propulsione, nei controlli delle emissioni post-combustione, nella fornitura di energia elettrica e nelle celle a combustibile che contrasterebbero  sostanzialmente le emissioni, ma non sono ancora applicate all’aviazione commerciale.

Delta prevede di spendere più di 30 milioni di dollari per compensare 13 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica prodotte dal 1° marzo al 31 dicembre 2020 attraverso un portafoglio di compensazioni. Questo equivale al carbonio sequestrato da 17 milioni di acri di foreste statunitensi in un anno, abbastanza da ricoprire lo stato del West Virginia.

Due dei progetti di compensazione già programmati sono Rimba Raya e Keo Seima, che proteggono le foreste attraverso un modello di conservazione che coinvolge le comunità locali in Indonesia e Cambogia. Questi investimenti sostengono i costi di gestione dei programmi e di conservazione di oltre mezzo milione di acri di foreste, evitando il rilascio di una media di 5 milioni di tonnellate di carbonio nell’atmosfera all’anno.

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