Ischia, appello di De Negri: «Basta disinformazione»

Ischia, appello di De Negri: «Basta disinformazione»
30 Agosto 07:00 2017 Stampa questo articolo

Mentre il governo italiano decreta lo stato d’emergenza post terremoto per Ischia, stanziando 7 milioni di euro, l’industria turistica leva gli scudi per dire al mondo che sul fronte ricettivo e dei servizi non c’è nessuna emergenza.

In prima fila Angioletto De Negri, patron della Bmt e del t.o. I Viaggi dell’Airone, lancia un appello a media e operatori per tutelare il turismo a Ischia. De Negri mette in guardia contro la disinformazione che ha ingigantito le conseguenze dell’evento sismico e propone di destinare una parte dei 5 milioni di euro raccolti con la tassa di soggiorno locale per una campagna d’informazione e promozione di Ischia.

«Il sisma ha interessato un solo chilometro sui 47 totali dell’isola. Un chilometro di un’area che da decenni è dichiarata zona rossa su un territorio esposto per sua natura al rischio di piccoli movimenti tellurici vista la falda termale su cui appoggia», sottolinea De Negri nella sua lettera aperta.

Il presidente del tour operator si scaglia contro alcune testate italiane che hanno riportato informazioni errate, parlando di “vittime, dispersi e crolli ovunque”, mentre «a parte il palazzo crollato a Casamicciola e i muri di qualche vecchia costruzione disabitata della zona, Ischia è ancora qui, intatta. Questi titoli purtroppo hanno fatto in poche ore il giro del mondo e ora necessitano di immediata smentita – prosegue De Negri – Mi viene in mente che gli stessi comuni dell’isola di Ischia hanno raccolto dalla tassa di soggiorno oltre 5 milioni di euro; perché non impegnarne una parte per invitare i giornalisti stranieri e far vedere loro che Ischia è tornata a vivere, pur nel rispetto delle due persone decedute e nel rispetto di chi ha subito danni nel chilometro interessato dal sisma?».

De Negri conclude rassicurando gli operatori: «I turisti possono arrivare normalmente e non è compromesso alcun servizio né per la stagione in corso né per quella prossima».

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