Ddl turismo, le richieste delle associazioni alla Camera

Ddl turismo, le richieste delle associazioni alla Camera
30 maggio 12:03 2019 Stampa questo articolo

«Auspichiamo una nuova legge di riferimento nazionale turistica chiara, ben strutturata e in grado di restituire al settore non solo criteri univoci e standard minimi ma anche di aggiornare, in chiave attuale, i punti del Codice del Turismo del 2011 rimasti ancora in piedi dopo il drastico intervento della Corte Costituzionale nel 2012». Così Confturismo-Confcommercio, in audizione alla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati, è intervenuto in merito al disegno di legge C. 1698 delega al governo in materia di Turismo.

Confturismo, nella sua richiesta, si è espressa favorevolmente su un riordino della normativa in materia di professioni turistiche, che punti non solo all’armonizzazione con l’Europa ma anche a un’omogeneità di approccio nazionale fra le Regioni e le Provincie autonome.

«Bene anche la nuova classificazione della strutture alberghiere – dichiarano da Confturismo – che dovrà, però, tener conto degli standard europei maggiormente diffusi. Positivo lo sviluppo di procedure di raccolta, condivisione, monitoraggio e analisi dei dati per la realizzazione di un codice identificativo nazionale che partendo dagli affitti brevi possa coinvolgere anche i comparti delle agenzie di viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento».

DAL DIRETTORE TECNICO A INFOTRAV. Alla Camera era presente anche Fiavet Nazionale, rappresentata dall’avvocato Federico Lucarelli, che ha messo in evidenza due tematiche che rientrano nell’oggetto del ddl delega: da una parte la necessità, non più rinviabile, di adottare una riforma organica e completa delle professioni turistiche, tra cui anche quella del direttore tecnico di agenzia di viaggi; dall’altra l’esigenza di mettere in atto concrete misure di contrasto a forme di abusivismo nel comparto dei viaggi organizzati, attraverso l’accoglimento dell’emendamento che chiede di potenziare e implementare il portale Infotrav, database pubblico già esistente e che dovrebbe raccogliere tutte le adv regolarmente abilitate a esercitare sul territorio nazionale.

!Attraverso l’implementazione di Infotrav, anche con i dati delle associazioni no profit, che le Regioni hanno abilitato a organizzare viaggi per i propri associati – si legge nella nota Fiavet – si verrebbe a creare un unico riferimento per tutti i soggetti legalmente operanti, ai quali si potrebbe assegnare un codice identificativo nazionale così come prevede lo stesso disegno di legge per il comparto ricettivo”.

Ciò consentirebbe alle istituzioni e alle forze di Polizia che vigilano e reprimono gli abusi nel settore “di verificare, tramite i dati obbligatoriamente pubblicati dai soggetti operanti sui siti ecommerce, o dall’esame dei voucher e della documentazione consegnata alla clientela, l’esistenza del codice identificativo nazionale”, conclude Fiavet.

NODO GUIDE TURISTICHE. Infine, Federagit Confesercenti, con il presidente Valentina Grandi, ha dichiarato come «la delega al governo sul turismo deve essere l’occasione per escludere definitivamente le guide turistiche dall’ambito di applicazione della legge Bolkestein».

Quello che auspica Federagit è “un provvedimento legislativo ad hoc, che non si limiti a individuare le figure professionali, ma ne definisca a livello nazionale le competenze specifiche, gli ambiti di esercizio, i requisiti e le procedure di accesso alla professione con bandi annuali”.

«L’intervento normativo a livello nazionale in materia di professioni turistiche, e delle guide in particolare, è urgente. La disciplina di settore è fortemente lacunosa e frammentaria», spiega Grandi, che sottolinea, inoltre, come non sia più rinviabile «la regolamentazione del fenomeno dell’intermediazione turistica online con destinazione l’Italia, al fine di tutelare gli interessi del nostro Paese anche sotto il profilo fiscale oltre quello della concorrenza sleale nei confronti degli operatori e dei professionisti che operano nel rispetto delle regole».

Inoltre, conclude il presidente, «è importante ribadire che nei musei, nelle gallerie o anche nei siti archeologici possono operare soltanto le guide abilitate».

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