Ddl turismo in anteprima:
cosa prevede il testo

Ddl turismo in anteprima: <br>cosa prevede il testo
21 Febbraio 07:00 2020 Stampa questo articolo

Il disegno di legge recante “misure per lo sviluppo del turismo”, collegato alla Legge di Bilancio 2020, è in arrivo al Consiglio dei ministri, con il conseguente avvio dell’iter parlamentare che prevede il passaggio del testo alla Camera e al Senato prima della sua conversione in legge. Confermato il credito d’imposta, mentre per le agenzie di viaggi ci si aspetta un passo in più rispetto alla considerazione della figura del direttore tecnico.

Sono 18 gli articoli che compongono il documento che, come spiegato nella relazione illustrativa del progetto, “prevede misure con particolare riguardo alla tutela del consumatore e della concorrenza, misure a favore delle imprese culturali e creative anche con un riferimento specifico ai comuni situati nelle aree interne”, ma sfogliando la bozza sembrerebbe mancare quella visione innovativa di cui necessita il comparto.

Si parte con il credito d’imposta per le imprese turistiche, dando impulso tra l’altro, oltre che alla riqualificazione delle strutture, alle performance promozionali e commerciali online: si introduce, infatti, “il riconoscimento di un’agevolazione fiscale pari al 30% di una serie di costi per investimenti e attività di sviluppo relativi alla digitalizzazione, fino all’importo massimo complessivo di 12.500 euro per ogni periodo d’imposta nel limite di 5 milioni di euro annui”.

E ancora, il 10% delle risorse è riservato a chi possiede una sede esclusiva o prevalente delle proprie attività nei territori delle aree interne, su cui il governo intende adottare una strategia di valorizzazione così come per i borghi.

Tra le pagine c’è una revisione che riguarda l’imposta di soggiorno, che non sarà più ancorata alla fascia di prezzo, ma sarà in una percentuale non superiore al 10% della tariffa effettivamente corrisposta, fino a 5 euro per notte per soggiorno a persona. In questo modo, “si vuole garantire una maggiore proporzionalità della tassa rispetto al costo del soggiorno, ampliando di pari passo il gettito atteso con l’estensione a tutti i Comuni della possibilità di poterla istituire”.

Si prevede che il gestore della struttura ricettiva sia responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno, nonché del contributo applicabile nel Comune di Roma o nei Comuni capoluogo di provincia che abbiano rilevato presenze turistiche venti volte superiori al numero di residenti, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi.

Tasto dolente, con riferimento alle agenzie di viaggi, la porzione di testo che riguarda le professioni turistiche, con il direttore tecnico che rientra (almeno per il momento) nella categoria a cui appartengono anche i liberi professionisti e che ci si augura – in relazione a quanto preannunciato a inizio anno dal sottosegretario con delega al Turismo, Lorenza Bonaccorsi – possa trovare la sua corretta collocazione e configurazione con il passaggio del disegno di legge alle Camere.

Per le guide turistiche, invece, è richiesta una laurea triennale in una delle classi che saranno specificate con il decreto attuativo. Introdotto, inoltre, l’Elenco nazionale delle guide, tenuto dal Mibact e implementato dalle singole regioni.

Con stretto riferimento alla tutela dei consumatori, poi, le agenzie di viaggi e i tour operator dovranno rendere noti dati informativi, in particolare quelli relativi agli obblighi assicurativi previsti dall’articolo 19 del Codice del Turismo (ma qui andrebbe ampliato il discorso su più articoli riferendosi il 19 solo alla Responsabilità Civile) tramite “l’inserimento degli stessi in una banca dati (Infotrav, ndr) indicata in apposito decreto del Mibact, sentito il ministro dello Sviluppo economico”.

La norma, quindi, intende rispondere alle esigenze dei viaggiatori di potersi rivolgere a operatori che rispondano ai requisiti di legge. Potranno dunque essere conosciuti i dati relativi all’operatività delle adv, all’eventuale adozione di provvedimenti di sospensione o revoca delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività, alla titolarità e “alla direzione tecnica ove prevista”, oltre che alla regolarità della posizione assicurativa delle aziende.

A seguire, il ddl vuole sostenere l’utilizzo del treno per finalità turistico-ricreative, promuovendo lo sviluppo dei servizi ferroviari oggetto di servizio pubblico con riguardo ai viaggi notturni e alla ristorazione a bordo, nonché per il trasporto di biciclette, motocicli e auto al seguito.

Potenziata la governance dell’Enit, con un aggiornamento sulle modalità di nomina e la composizione del consiglio di amministrazione. Il cda deve essere composto dal presidente e da quattro membri nominati dal ministro dei Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, di cui uno designato dalla Conferenza permanente per i rapporto tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, uno dall’Anci e dall’Upi, uno dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

Chiudono il disegno di legge ulteriore interventi come quelli a favore delle imprese culturali e creative per cui si contempla un fondo per lo sviluppo e la creazione dei quartieri degli artisti anche con la possibilità di utilizzare a titolo gratuito beni immobili pubblici in stato di abbandono o di grave sottoutilizzazione.

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Giulia Di Camillo
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