Dall’Enit alle carte di credito: cinque incognite d’autunno

Dall’Enit alle carte di credito: cinque incognite d’autunno
08 ottobre 07:00 2018 Stampa questo articolo

L’autunno è il primo vero banco di prova per il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, alle prese con la nomina dei nuovi vertici Enit (che decadono oggi) e la rimodulazione della tassa di soggiorno. Stagione calda anche per le linee aeree che, sotto la pressione delle associazioni di categoria, hanno aperto un dialogo sul fronte dei pagamenti tramite carte di credito e, allo stesso tempo, spingono sull’Ndc di Iata. Nel frattempo si addensano le nubi sulle trattative tra Ue e Gran Bretagna in vista del Brexit. Un eventuale fallimento del dialogo metterebbe a rischio l’operatività dei voli per il prossimo anno.

LA NUOVA ENIT
Decadono oggi le cariche per i vertici Enit, ma il rinnovo del cda è ben lungi dall’essere definito. Sul totonomine a via Marghera – l’ente guidato negli ultimi tre anni da Evelina Christillin, con Fabio Lazzerini e Antonio Preiti in consiglio di amministrazione – c’è stretto riserbo, anche se circola l’indiscrezione che il ministro Gian Marco Centinaio sarebbe intenzionato ad affidarne il timone a un operatore, quindi a un vero e proprio tecnico del settore. Di certo si chiederà un cambio di passo, ma chi lo condurrà e con quali strategie è ancora tutto da chiarire. Una delle priorità per la nuova Enit sarebbe quella di operare in sinergia con il Dipartimento Turismo. Tanto che quest’ultimo potrebbe traslocare proprio a Via Marghera.

TASSA SOGGIORNO
Anche l’attuale governo non rinuncerà alla tassa di soggiorno, ma la renderà più equa con un meccanismo al quale starebbero già lavorando i tecnici del ministero. Secondo alcune indiscrezioni si stanno studiando soglie meno onerose per i turisti e una maggiore compensazione sulla base della classificazione alberghiera. Quest’anno la tassa, con un totale di 846 comuni che l’hanno adottata, dovrebbe raccogliere almeno 650 milioni di euro, di cui solo un 25-30% verrà utilizzato per migliorare i servizi turistici.

NDC DI IATA
Ndc, ovvero New Distribution Capability. Il nuovo standard nella distribuzione del settore aereo lanciato da Iata. Grandi cambiamenti, per il momento, ancora non si sono visti nei comportamenti delle agenzie, ma i big player del mercato – compagnie aeree, gds e tmc – si sono mossi da tempo per farsi trovare preparati. Obiettivo: utilizzare il nuovo standard per ampliare le possibilità di vendita di un numero sempre più grande di prodotti legati al viaggio aereo. In prima fila, oltre ai gds, c’è il Gruppo Lufthansa, che ha da poco lanciato l’Ndc Partner Program; mentre sul fronte dei network Welcome Travel ha messo a disposizione le offerte e i contenuti esclusivi del vettore tedesco (e dei suoi partner) e, a breve, anche di Air France-Klm.

CARTE DI CREDITO
La partita delle carte di credito in agenzia è ancora aperta. Un tema inaugurato il 1° marzo 2018 con l’entrata in vigore della nuova Reso 890 di Iata, che ha istituito il pagamento della biglietteria aerea con carta corporate degli agenti, solo previa autorizzazione dei vettori. Da qui, la mossa di varie compagnie di applicare restrizioni o adm (agency debit memo) come accaduto in Italia con United (fee del 3,5%), Lot (fee dell’1,5%), British e Iberia (fee del 5%). Le compagnie aeree, in seguito alle pressioni della distribuzione, hanno fatto un passo indietro aprendo un dialogo. L’obiettivo è quello di stabilire un rapporto più equilibrato tra le parti. Ora è scesa in campo anche la World Travel Agents Association Alliance (Wtaaa), che con un manifesto ha rivendicato il rispetto reciproco delle marginalità.

BREXIT
Uno dei temi caldi dello scorso anno è via via sparito dall’attualità, ma il caso Brexit è tutt’ora irrisolto nonostante la data di uscita dall’Europa della Gran Bretagna, il 29 marzo 2019, sia ormai dietro l’angolo. Le trattative sono a un punto morto e, nel caso di mancato accordo, il maggior rischio per il turismo sarebbe quello di un vero e proprio black out dei voli. Il motivo sarebbe da ricondurre alle licenze aeree europee che non sarebbero più valide. Di conseguenza, le compagnie aeree dovrebbero procurarsi di volta in volta i permessi per poter operare nei singoli Paesi.

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